Uccidere facendo GDR
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Giocare significa divertirsi, e il divertimento naturalmente non può essere solo il proprio, ma anche quello degli altri, di cui bisogna sempre tenere conto e rispettare. Occorre specificare che il vostro personaggio non è soltanto una pedina che si muove sui pixel del vostro monitor e con la quale dimostrare agli altri quanto siete superiori, ma è una persona che vive (e quindi gioisce, soffre e prova emozioni in genere) nel suo mondo.
Una morte istantanea, senza che la vittima nemmeno se ne accorga, probabilmente è una cosa legittima e vicina alla realtà, ma altrettanto legittimo e reale è duellare anche verbalmente, dando alla vittima la possibilità di implorare pietà, di cercare la fuga, di cedere tutti gli averi che reca con sé in cambio della propria vita, di difendersi con le parole (magari sostenendo di essere troppo debole e che sarebbe un atto vile uccidere una persona indifesa; è il caso dei niubbi, ovvero di chi ha appena iniziato a giocare ed è ancora debole, ma puntualmente viene preso di mira da assassini esperti proprio perché considerato una facile preda) . In tal modo non solo si offre più ampia possibilità di giocare a tutti, senza che nessuno si senta frustrato dalla propria impossibilità di interagire con gli altri a causa della propria "inferiorità", ma si colora il gioco di aspetti nuovi rendendolo più divertente e variegato.
In questa maniera interpretare un personaggio "malvagio" non significherà per forza dover essere tutti uguali, spietati e massacratori. Pur non uscendo dal proprio ruolo, ognuno potrà interpretare se stesso nella maniera che preferisce: chi ama sentirsi implorare,chi fa mettere in ginocchio le vittime e mentre loro lo pregano le uccide, chi si fa consegnare tutti gli averi e lascia libera la vittima di fuggire, chi impone al malcapitato qualche altra sua terribile trovata.
Alla stessa maniera, anche la vittima designata avrà la possibilità di giocare di ruolo nello stesso modo in cui lo fa l'aguzzino: potrebbe cercare di reagire, può aspettare un momento di distrazione per scappare, può essere così orgogliosa da non voler chinare la testa di fronte al nemico, può gettarsi a terra piangendo e gridando di risparmiarla, potrà offrire denaro e armi o altro in cambio della propria salvezza.
La cosa importante da ricordare è che i pg non sanno che è un gioco e che quindi dopo la morte basta andare dal guaritore per tornare in vita, ma sanno che stanno per morire... E la morte deve essere una cosa da evitare a tutti i costi! E' quindi sbagliato un atteggiamento di menefreghismo di fronte ad un potenziale assassino (sia che esso sia un personaggio giocante, sia che si tratti di un mostro npc). La morte è una cosa seria, e và presa seriamente.
Questi sono solo alcuni esempi!!! Se si lasciasse la possibilità di interagire senza cercare sempre e solo combattimenti per dimostrare la propria superiorità (superiorità in cosa poi? in esperienza? Per quella basterebbe lasciare più tempo al novizio da dedicare al gioco!) ci sarebbero più possibilità di interpretazione per tutti, dimostrando realmente quello che fa dei personaggi giocanti delle "persone vere": le differenze di carattere e di personalità.
