Suvaf Sagitter
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Città/Gilda e RuoloCittadino, Maestro di Magia e Vicepreside dell' Accademia di Magia di Isanus, Storico di corte di Isanus, la Verdeggiante. |
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Background
Parte prima: "L'inizio"
A seguito sono riportate le prime pagine del diario di cronache di Suvaf, le quali narrano degli accadimenti che portarono il giovane allo studio della magia.
La stirpe dei Sagitter aveva ormai da lungo tempo abbandonato il sentiero della magia quando Suvaf venne alla luce. Dopo che il mago Anagorian Sagitter aveva varcato i portali di Virtude infatti l’antica tradizione familiare dello studio e della ricerca del sapere venne soppiantata da una nuova e crescente cultura militare, più utile all’atto pratico in un mondo ancora misterioso e inesplorato. Guerrieri, arceri, cavalieri, schermidori, questi erano gli incarichi che ricoprivano i membri della famiglia Sagitter ormai immemori delle loro antiche propensioni mistiche. Suvaf nacque durante una tiepida notte di luna piena in un piccolo paese poco distante da Sitrir. Nelle intenzioni di suo padre avrebbe dovuto seguire il destino di tutti i Sagitter crescere nel culto del corpo e iniziare in età matura l’apprendistato da cavaliere. Ma l’arte delle armi non attecchiva in lui. Non che il suo fisico no glie lo permettesse, ma la sua mente era portata a indagare verso mete più grandi, verso un potere più puro e assoluto. Queste parole risuonavano nelle orecchie dei sui familiari come sintomi di incoscienza e pazzia finche un giorno non bussò alla porta di quella casa una strana figura in abiti da chierico. Non appena si tolse il cappuccio non ci volle molto per capire che genere di creatura fosse; il suo volto traspariva chiari tratti elfici e sulla sua toga spiccava un medaglione metallico con impresso l’antico stemma, quello che i Sagitter portavano prima che Anagorian alla sua morte rimettesse i titoli conquistati nelle mani del re in segno di umiltà. L’elfo non disse nulla ma i genitori di Suvaf ebbero chiara ogni cosa. Suvaf udì dall’elfo una lingua che mai aveva udito prima ma che comprendeva come fosse sua; essa gli parlo del passato della sua famiglia e della tradizione magica della stessa e gli rivelo che era giunto il tempo di ravvivare questa tradizione. I genitori capirono e salutarono il figlio con profondo affetto e amore. Suvaf partì insieme all’elfo e fu accompagnato da lui ad una accademia dove la magia e la conoscenza venivano coltivate nelle menti di coloro che sapevano comprenderle. Prima di lasciarlo l’elfo gli consegno il medaglione dicendogli che esso non aveva alcun potere speciale ma era appartenuto al suo avo Anagorian, forgiato e creato in un mondo che ora non esisteva più. Sono passati ormai anni e Suvaf ora è pronto per iniziare il suo apprendistato da Mago; Isanus, Sitrir e Wreyon saranno le prime mete finché la sua abilita non gli consentirà di andare alla ricerca di avventura conoscenza e fama nelle lande più desolate di Virtude. Nella sua mente custodisce la sua saggezza, nel suo sangue le sue origini nel suo cuore la sua anima, nelle sue mani il suo potere, nella magia la sua vita..
Parte seconda: "I ricordi ritrovati"
Era giunta la sera ad Isanus... Una giornata densa di impegni e di emozioni per Suvaf.. L’ultimo saluto a Mawlor, amico di tante battaglie... L’esecuzione del negromante fuggiasco.. l’ennesimo assalto delle guardi nere di Wreyon… e ora Suvaf e l’amico Kroem se ne stavano in banca immersi nelle loro discussioni alla banca cittadina. Ripensava a tutti questi eventi… e a quei brandelli di ricordi precedenti alla sua misteriosa scomparsa.. della quale non ricordava nulla..dalla quale era tornato privo dei poteri magici… Ora improvvisamente quel vuoto tra i ricordi non aveva forma, quegli eventi sconnessi e quelle immagini che per mesi lo avevano tormentato i suoi sogni sembravano allinearsi e ricostruire il mosaico… Ma era troppo! La sua mente non resisteva e come un calice che viene riempito oltre l’orlo lascia colare il liquido al di fuori così Suvaf cadde a terra svenuto. Ed egli vide tutto dall’inizio.. la storia.. la sua storia..
"Era cominciato tutto molti anni addietro nei pressi di un piccolo insediamento che dopo la caduta di Rivial aveva preso il nome si Harran. Era nato e cresciuto in una famiglia di guerrieri ma in seguito aveva scoperto come la sua famiglia avesse origini antichissime e legate allo studio della magia. Isanus nuova città del nord era stata la sua patria adottiva lì aveva conosciuto ancora bambino Shea Snow un giovane poco più grande anche lui profondamente interessato alle arti arcane. I due erano cresciuti sotto l’insegnamento di maghi esperti e dotti che come in ogni era affollavano la Verdeggiante. Poi venne il tempo del grande re. Sul trono di Isanus salì Devor Kaedaren uomo di incredibile saggezza e soprattutto mago di immenso prestigio. Vi era un folto gruppo di maghi tra cui eccellevano lo stesso Shea Snow un mago muto di nome Kabir e poi..Suvaf. Shea il più avanti nell’età e negli studi divenne subito allievo di Devor, poi fu il turno di Kabir. Così nella mente del saggio Re nacque il grande progetto che avrebbe fatto di Isanus la città ufficiale dei maghi…l’Accademia Di Magia. Il cantiere rimase in mezzo alla città per molto tempo, operai e maniscalchi facevano la spola dalle miniere per lavorare le materie prime, le pietre per le mura e i metalli per gli infissi. Arrivò il grande giorno dell’inaugurazione e vennero maghi da ogni parte di Virtude. Aperte con grande enfasi le porte della nuova struttura gli studiosi si riunirono intorno a un grande tavolo al piano superiore, al centro del tavolo sedeva Re Devor tra gli altri vi erano personaggi di spicco come Mirabilis, maghi ormai esperti come Kabir e Shea Snow, ma anche i giovani maghi come Zelgadis e il più giovane e inesperto Suvaf Sagitter. Nel corso della riunione Devor rivelò il suo altro grande progetto: quello di creare una milizia parallela costituita da soli maghi; tale progetto si sarebbe però concretizzato solo in un lungo lasso di tempo. A questo scopo dopo aver chiesto l’appoggio di tutti i presenti nominò miliziani i maghi di Isanus presenti, Shea passò a ricoprire la carica di maestro e prese l’amico Suvaf come suo allievo, il Re si proclamò preside dell’Accademia. La carriera di Suvaf nella milizia continuò negli anni, all’interno dell’Accademia egli passò dal ruolo di allievo al ruolo di maestro mentre anche l’amico Shea Snow raggiungeva i gradi più alti all’interno dell’istituzione. Vi furono molte battaglie, l’eterna sfida con i negromanti del sud, la lunga guerra contro le creature venute dal cielo e molte altre gesta. Poi….Poi….
Ecco che quei ricordi nella mente di Suvaf che sembravano persi e annebbiati per sempre tornano ad assumere un senso…
Poi venne quel giorno… Molti maghi miliziani vennero convocati in gran segreto per una riunione all’Accademia di Magia e tra questi anche Suvaf il quale giunto sul posto fu molto sorpreso per l’inspiegabile assenza di Shea. Sigillate le porte e congedati i servi, all’interno della sala delle riunioni il Re prese la parola e spiegò a tutti il motivo di cotanto mistero e di cotante misure di sicurezza. Nelle sue lunghe ricerche Devor aveva scoperto l’esistenza di un antico artefatto, un libro magico il cui potere senza tempo era legato alle origini stesse di Virtude. Tale artefatto si trovava in una terra lontana che lo stesso Re descriveva con fare misterioso dicendo solo che era quasi impossibile da raggiungere e che finalmente dopo anni lui aveva trovato il modo e il mezzo per raggiungerla. Il re spiegò poi l’assenza di Shea Snow. Devor aveva deciso di partire anche lui. Troppa la sua voglia di sapere.. Troppa la smania di conoscenza… doveva vedere.. doveva toccare con mano i risultati delle sue ricerche..
In sua assenza alla città sarebbe servita una guida e in particolare alla milizia di maghi; quindi per decisione del Re Shea sarebbe rimasto ad Isanus a capo dell’intera Accademia di Magia come preside e Arcimago e tale nomina sarebbe stata effettuata negli stessi mesi in cui in cui in gran segreto si preparava la partenza della spedizione e Shea sarebbe stato tenuto all’oscuro di tutto, le casacche da miliziani sarebbero state lasciate in consegna a palazzo anche se gli altri cittadini ignorando il motivo di tale gesto avrebbero forse pensato ad un tradimento.
La partenza avvenne in una gelida notte. Alcuni servi fedeli tirarono fuori da un capanno vicino al porto una grande imbarcazione come mai se n’erano viste prima. Essa splendeva come fosse placcata d’oro ed emanava uno strano bagliore. Tutti i maghi rimasero estasiati e un po’ spaventati da questa visione. Suvaf e gli altri salirono a bordo e la barca mollò gli ormeggi e si allontanò venendo avvolta poco dopo da una fitta nebbia. Per quanto si sforzasse Suvaf non ricordava di aver mai più rivisto il mare aldilà di quella fittissima nebbia. Alla fine approdarono in nella terra misteriosa.. Alberi piante.. verde ovunque.. e sempre quella nebbia fitta a contornare ogni paesaggio. Viaggiarono per giorni attraverso colline e montagne.. affrontarono molti pericoli e rischi, Re Devor dovette far spesso sfoggio di tutta la sua abilità con la magia rivelandosi un mago potentissimo. Ecco che i ricordi di Suvaf tornavano ad offuscarsi… Ricordava una grande montagna e una gratta con un portone in pietra… ricordava che erano entrati.. Devor diceva che l’obbiettivo era vicino ..c’era un demone.. uno come mai ne aveva visto prima… una lunga battaglia ma ormai i potenti maghi lo avevano paralizzato e altri lo colpivano.. il demone stava cadendo.. Suvaf ricordava uno sguardo sorridente del Re che lo guardava gioioso perché ormai la creatura stava per capitolare.. ma il demone agonizzante lanciò un ultimo potente colpo verso Suvaf che lo vide arrivare e cadde al suolo… Poi il vuoto.. un lungo vuoto… Da lì in poi ricordava solo la voce di Shea, il dondolio del cavallo che lo trasportava.. il portale che si chiudeva alle sue spalle.. la mano che tentava di creare magicamente del cibo.. ma i poteri sembravano svaniti.. Era stato ritrovato nelle caverne marine delle terre ghiacciate da Shea unico che aveva insistentemente continuato a cercare i suoi compagni non credendo alla tesi del tradimento. E poi da lì tutto era ricominciato da zero come se fosse rinato.."
Tutto questo ricordava ora Suvaf e mentre ancora a terra lo raccontava all’amico Kroem incredulo lui pensava… che posto era mai quello? E soprattutto che ne sarà stato di Re Devor.. sarà caduto nell’esplorazione.. oppure.. avrà forse trovato quell’artefatto?? magari anche qualcosa di ancora più importante.. e forse in quello stesso momento era ancora lì con i suoi sudditi maghi…felice e sereno.. lì in quel regno di nubi e luce…
