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Una nuova occasione per l'umanità: Anno Zero
Migliaia di persone stavano a terra, sull'erba fresca ancora bagnata dalla rugiada. Le famiglie si abbracciavano, le madri baciavano i figlioli, li stringevano con tutto il loro amore tra le loro braccia. Il sole era alto in cielo, l'aria era fresca e si respirava un profumo di primavera che rendeva lieti gli animi.
Krom si alzò in piedi, ammirò il mare turchino che a poche centinaia di metri si scontrava con la scogliera. Leir gli si avvicinò, gli poggiò una mano sulla spalla e gli disse con tono scherzoso: <<Questa gente ha bisogno di qualcuno che li protegga e li guidi, così come ha fatto l'animo del vecchio Re, che oggi in te rivive>>. Krom si voltò a fissare in volto l'amico, e gli sorrise.
Alcuni tra gli uomini più coraggiosi si allontanarono dalla costa per addentrarsi nella foresta ed esplorare il territorio.
Mentre le mogli in pensiero per i loro mariti pregavano per il loro ritorno, Krom vide alcune losche figure, meglio identificabili come dei negromanti, allontanarsi nei boschi verso Nord. Allo stesso modo vide degli uomini tramutarsi in animali, e pensò di essere in preda a delle allucinazioni. Li vide allontanarsi a loro volta, sotto forma di cervi ed orsi, nella foresta verso Ovest, in direzione delle montagne. Poi passò qualche ora.
Gli uomini addentratisi nella foresta stavano tornando, tra le loro braccia tenevano a stento mele e pere, frutti succosi e ben maturati.
Li diedero alle loro donne, ai loro figli e quando il sole dopo il culmine iniziò la sua discesa si alzarono gli artigiani e incominciarono a realizzare i primi attrezzi. Non vi era ancora il metallo, ne vi sarebbe stato il modo di lavorarlo, così gli artigiani realizzarono strumenti in legno e pietra. Tutte le genti erano unite, lavorarono sodo e quando cominciò a calare la notte sedettero attorno ai fuochi per intonare vecchie canzoni.
Il mattino seguente, in quel momento in cui nessuno aveva nulla e tutto era di tutti, gli uomini lavorarono con perizia, impegno ed amore alla costruzione delle capanne che avrebbero ospitato le loro famiglie mentre i bimbi giocavano con le farfalle e le donne reccoglievano erbe e frutti nella foresta.
Krom decise di esplorare con maggior attenzione il territorio circostante per assicurarsi che la città sorgesse in un luogo adatto. Percorse assieme a Leir la costa verso Nord marciando per qualche ora. Si accorse che la costa scendeva continuamente, così come scendeva il livello del suolo nei confronti del mare.
Ben presto la costa si trasformò in spiaggia e in una insenatura Leir e Krom videro sfociare un grande fiume. Esplorarono il territorio in lungo ed in largo, vollero attraversare il fiume ma era troppo largo e profondo per essere guadato.
Così i due, visto che oramai s'era fatta sera decisero di ritornare verso l'accampamento per non lasciare sola la loro gente.<vr>
Vi giunsero mentre il sole tramontava tra le montagne a Nord ed il cielo si macchiava di color rosso e furono accolti dal riso dei bambini e dei ragazzi che nelle capanne giocavano allegramente, mentre gli adulti in una delle tende più grandi decidevano sul da farsi e programmavano i lavori per il giorno successivo.
Krom comunicò loro il risultato della spedizione e Leir spiegò brevemente le caratteristiche favorevoli del territorio che si trovava a circa otto ore di marcia dall'accampamento; una grande pianura, con ottima terra ed acqua a volontà. L'ideale per coltivare ed irrigare i campi che avrebbero sfamato il futuro popolo del nuovo continente che in seguito venne battezzato con il nome di Virtude in onore della Spada e della Sfera che avevano salvato l'umanità.
Tutti nella tenda furono subito d'accordo con Krom che la nuova città sarebbe stata fondata in quel luogo e che la prima spedizione di uomini sarebbe partita all'indomani per cominciare la costruzione della nuova città mentre le donne ed i bambini sarebbero rimasti nell'accampamento in attesa del completamento delle prime strutture.
All'indomani un gruppo di venti uomini, guidato da Krom lasciò l'accampamento e si diresse verso il luogo in cui sarebbe successivamente nata la splendida città di Rivial.
La natura umana; Anno XXV°
Krom governava la città di Rivial assieme ad un consiglio di dodici saggi eletti dai cittadini. La città era splendida, dai variopinti giardini centrali, sino alla periferia, ogni vicolo, ogni stradina, erano curati e puliti. Persino l'antica città elfica, Vesper, non avrebbe retto il confronto.
Tra le fontane che zampillavano sotto un sole lieto e mattutino, i saggi eletti decidevano ora il da farsi per la giornata come facevano tutte le mattine, mentre Krom passava per la città ad aiutare chi ne aveva bisogno.
Non c'erano ne ricchi ne poveri, ognuno aveva condiviso con gli altri tutto quello che aveva, l'amore e la solidarietà, il sentirsi tutti uniti dopo la grande tragedia aveva unito i sopravvissuti in una stretta amicizia.
Ma in quel venticinquesimo giorno d'Aprile qualcosa di inaspettato stava per accadere.
Krom venne chiamato dalle donne che tutto d'un tratto erano rientrate dai loro lavori nei campi assieme ai loro bambini che piangevano spaventati. Non si era mai verificato fino ad allora nulla di simile.
Krom uscì dalla città (sprovvista di mura dato che non v'era stata fino ad allora alcuna minaccia) e nei campi intravide una losca figura che percepì di avere già visto; tuttavia non riuscì a ricordarsi dove, ne tantomeno in che situazione.
Purtroppo però, quell'uomo, avvolto in un nero mantello e circondato da vapori nerastri non pareva di certo portatore di buone novelle. In quel momento arrivò anche Leir, che aveva abbandonato i suoi lavori al porto per recarsi di tutta fretta presso i campi dove il losco figuro era stato avvistato.
Krom incrociò il suo sguardo con i due occhi che lo fissavano nascosti tra i vaporti ed il cappuccio. Si sforzò ancora per capire dove li aveva già visti, e finalmente ricordò.
Quello era uno degli uomini che appena varcato il portale si allontanarono dal gruppo, ora Krom ricordava con certezza.
Nel frattempo il losco figuro avanzò: <<Sono tornato per fare giustizia, sono tornato per vendicare e conquistare, come il mio maestro avrebbe dovuto fare. Ma egli fu uno stolto nel fidarsi di quel dannato prete. Io non commetterò i suoi errori>>.
Krom poggiò nuovamente la mano all'elsa, cosa che non faceva da molto tempo, e rispose: <<Cosa vuoi da noi anima dannata, non vi è bastata la lezione inferta a Grinord? Ancora una volta volete sfidare le forze del bene?>>.
Il negromante si accucciò a terra, tracciò dei simboli nel terreno dicendo: <<Non sono qui per sfidarvi, sono qui per annientarvi!>>.
Dalla terra attorno al losco figuro cominciò ad innalzarsi una strana foschia, mentra la terra si spalancava e dal suolo cominciavano a risalire scheletri di vecchi animali e di qualche strano umanoide.
Leir e Krom iniziarono a combattere e ben presto ridussero in polvere quelle ossa vecchie di chissà quanti anni.
Si guardarono attorno nella speranza di vedere il negromante; nella speranza di poter chiudere da subito la questione.
Ma di lui non c'era più traccia.
Nel frattempo erano arrivati anche i dodici saggi che avevano assistito impotenti alla scena, mentre la puzza delle ossa e quella strana foschia si diffondeva nei campi.
La notizia si diffuse presto tra le genti, che non ebbero più il coraggio di uscire soli nei campi e chiesero di costruire delle mura al più presto. Il consiglio fu della stessa opinione ed in pochi giorni furono edificate delle piccole mura in legno, realizzate con i tronchi dei vecchi alberi della foresta.
Ma mano che le mura venivano completate, rese più resistenti, tra le campagne si moltiplicavano gli avvistamenti di scheletri e di altri negromanti. Qualcuno degli uomini usciti a recuperare la legna per la palizzata non tornò più indietro e venne ritrovato solamente nei giorni seguenti mentre vagava come uno zombie per i campi, mangiando le carogne degli animali che erano stati lasciati soli nelle fattorie.
La puzza e la foschia aumentavano di giorno in giorno e le coltivazioni bloccavano la loro crescita, mentre il grano marciva velocemente prima di maturare.
La città era stretta sotto assedio da un nemico invisibile e dal suo stesso terrore.
Krom ordinò che il cimitero principale fosse chiuso ed isolato dal resto della città, temeva che anche quel terreno sacro venisse profanato. Cinque chierici lo sorvegliarono giorno e notte.
I primi giorni di Maggio il losco figuro fece il suo ritorno mentre le foreste ad Est della città, ad Est del Fiume Dorato, iniziavano a marcire e il loro verde si tramutava in un marrone scuro e le foglie cadevano a terra senza vita.
Il negromante gridò con un gigno tra le labbra: <<Onorevoli cittadini... cari amici! Unitevi a me se volete tener salva la vita! Oppure seguite il vostro Krom fino alla morte?>>.
Qualcuno uscì dalle palizzate e si diresse verso il negromante, ma dopo pochi istanti stramazzò a terra colpito da cissà quale maledizione, ed allora il negromante disse con aria stupefatta: <<Pensavate davvero che sarei stato così gentile? che avrei permesso a qualcuno di voi di mettere in salvo la vita?>>. Scoppiò a ridere e gridò ancora più forte: <<Ancora qualche luna maledetti ed allora tornerò e vi ucciderò tutti, solo allora potrò veramente contare sulla vostra forza, solo i vostri corpi mi servono, non le vostre menti!>> poi scomparve nella foschia, ma il suo riso si sentì ancora per diverso tempo.
Fu dopo quel secondo incontro con il negromante che dalle foreste ad ovest del Fiume Dorato si videro venire i primi "uomini pianta", come amavano definirli la gente di Rivial.
Il primo che venne volle parlare con Krom e con i membri del consiglio. <<Sappiamo quello che accade>> disse con difficoltà. <<Dovete lasciare subito questa città, Daribax ha quasi radunato il suo esercito e distrutta la vostra dimora proseguirà oltre il Fiume Dorato, ma noi non gli permetteremo di rovinare le nostre foreste>> proseguì a stento. Era chiaro che la lingua comune non l'aveva appresa da piccolo, ma gli era stata insegnata successivamente.
Più tardi si venne a sapere che i druidi avevano fondato dei propri villaggi in un luogo inaccessibile a chiunque ma che continuavano a proteggere le foreste come avevano fatto secoli addietro nelle terre di Britannia.
Krom sembrò voler dar retta ai consigli del druido sin dal primo momento, ma il consiglio non era della stessa opinione.
Passarono i giorni ed altri furono i druidi che vennero a riportare lo stesso messaggio, mentre nelle montagne a Nord forti temporali ed abbondandi pioggie si davano appuntamento oramai da diversi giorni.
Krom non volle attendere oltre, convocò per l'ultima volta il consiglio e chiese che la città fosse abbandonata.
Il consiglio si rifiutò ancora una volta di dare ascolto ai druidi e Krom radunò tutti i cittadini e li pregò, li convinse come meglio potè a seguirlo.
Il giorno successivo, all'ora decisa per il raduno e la partenza furono poco meno di un centinaio le persone che si presentarono per seguire Krom. Egli decise comunque di partire. Giunto al margine della foresta presidiata dai druidi Krom diede il suo addio a Rivial e, scortato dagli "uomini pianta" si addentrò tra la vegetazione rigogliosa.
Fece bene Krom a lasciare in fretta la città, perchè la sera stessa le forze malvagie uscirono in massa dalle foreste ad Est e sfondarono la palizzata seminando morte e distruzione nella parte occidentale della città.
La mattina successiva, tra la cenere ed il sangue le poche navi a disposizione di Leir salparono portando con se circa un centinaio di cittadini. Molti però non riuscirono a salire. Secondo Leir, almeno trentacinquemila persone rimasero in città.
Dal diario di Brat Bellepelli. Anno XXV°; giorno undicesimo del mese di Maggio.
<<Il sole è tramontato da poco, oggi un uomo pianta si è nuovamente presentato in città, ci ha chiesto di seguirlo nella sua foresta ma i membri del consiglio hanno detto che quelli che prima di noi si erano fidati dei druidi sono stati tutti uccisi e divorati nella foresta. Ho deciso di non ascoltare quell'uomo pianta, forse quest'incubo finirà, forse è solo un sogno. Le ultime navi stanno salpando ora, non è rimasto spazio per nessuno e forse non sarei riuscito ad abbandonare la città. E' strano come in questa vita un giorno prima si può gioire per l'imminente matrimonio ed il giorno dopo temere per la propria vita e per quella dei propri cari. Di Anita non so più nulla oramai, penso sia morta nell'attacco di ieri notte. L'ho cercata a casa sua, nel quartiere Est della città, ma ho trovato solo cenere e sangue. Non ho osato guardare tra le stanze, non avrei mai voluto vedere il suo corpo. Preferisco pensare che sia ancora viva, magari è scappata in una di quelle barche>>.
Segue una riga bianca, la scritta riprende più sotto e si può notare che questa volta il povero Brat stà cercando di scrivere il più veloce possibile.
<<Non c'è più tempo, ho visto dalla torre centrale l'esercito di scheletri avanzare fino al fiume, si è spezzato in due schieramenti. Pare che uno, il più piccolo punti verso la città mentre il secondo tenti di guadare il fiume. Tuttavia non credo che riusciremo a resistere nemmeno al più piccolo degli schieramenti. Tra l'altro poco fa i chierici al cimitero sono stati trovati morti ed anche da li cominciano a sollevarsi i cadaveri. Ora senza le palizzate siamo senza speranze. Il livello del fiume nelle ultime ore si è alzato, ho abbattuto i ponti e sta per uscire dagli argini>>.
Segue un'altra riga bianca.
<<E' già uscito gli argini, non posso rimanere qui, mi sposterò sulla torre centrale assieme alla gente del mio quartiere, forse da li ci salveremo dalla rovina. L'acqua è oramai già arrivata alle mie ginocchia>>.
La scittura riprende una riga più in basso.
<<Sono sulla cima della torre e osservo l'evolversi degli eventi. Il primo schieramento dell'esercito, quello che tentava di attraversare il fiume si è reso conto di non potercela fare e sta ripiegando verso la nostra città. Il livello delle acque sembra essere ora calato ma il fango nei campi rallenta l'avanzata degli scheletri. Lo schieramento più piccolo comunque è già entrato nella parte Est della città e si stà dirigendo verso i quartieri Sud>>.
Riga bianca.
<<Entrambi gli schieramenti sono in città, oramai occupano tutti i quartieri della parte Est della città, da Nord a Sud e si stanno muovendo verso Ovest. Oh mio Dio, sento le grida delle persone>>.
Riga bianca.
<<Un fragore tremendo viene da Nord, dalle montagne. L'esercito di scheletri sta tentando di uscire al più presto dalla città. Forse qualcuno verrà a salvarci! Si, qui sulla torre siamo tutti sicuri, l'esercito stà fuggendo!>>.
Segue un'altra riga bianca, la scrittura riprende confusa.
<<Signore perdonaci, cosa abbiamo sbagliato, in cosa abbiamo fallito? Un muro d'acqua scende veloce lungo il corso del Fiume Dorato, è alto almeno più di una vecchia sequoia! Siamo spacciati. Addio Virtude, addio mondo, addio vita... Spero per gli altri un futuro migliore, forse avrei dovuto dare retta agli uomini pianta, forse loro sapevano...>>.
La contaminazione
<<Temo che molti, tra la gente comune, siano stati impressionati dalle forze del male, siano stati toccati nella fiducia che non è bastata questa volta a difenderli dalla morte. Eppure è stato loro ancora una volta l'errore, non hanno dato retta ai druidi che potevano salvarli. Temo che l'incontaminato vivere che ha perdurato dall'anno zero sia ora prossimo alla fine. Qualuno avrà ereditato il male di Daribax, qualcuno l'avrà assimilato, forse in parte, o forse per nulla. Ma non v'è nulla che si possa fare, nulla per porvi rimedio. Cercherò di individuare i negromanti, cercherò di ucciderli, cercherò di eliminare Daribax prima che la morte gli sia compagna>>.
Questo è l'ultimo messaggio inviato tramite un messaggiero magico a Krom dal più potente mago che fosse sopravvissuto alla tragedia della distruzione di Britannia, il grande Crayalar.
Krom guidò le sue genti assieme agli uomini pianta sino ad una locazione imprecisata, dove non era mai stato prima. Tuttavia sembrava un luogo adatto alla costruzione di una nuova città. Le montagne attorno erano ricche di metallo e la terra sembrava molto fertile. Più tardi qualcuno non potè fare a meno che notare "Eh, quei druidi erano proprio delle piante, e se non sanno loro dov'è la terra fertile, chi lo può sapere?".
Ma dei druidi non si ebbe più alcuna notizia. Leir approdò invece in un isola con una grande collina e qualche foresta. Un posto tranquillo, dove la parte di genti che aveva salvato potè sviluppare una grande città in tutta pace.
Dei negromanti non vi fu più notizia alcuna, ma solo qualche anno più tardi, quando alcuni avventurieri si spinsero fino ai territori della vecchia città Rivial, si seppe che oramai era rimasta solamente una puzzolente e fetida palude dove si narrava le anime dannate, di chi fu ucciso da Daribax ed il suo esercito, vagavano alla ricerca di una vendetta.
Le nuove città
Sono passati più di vent'anni da quando Rivial venne distrutta. Nelle montagne a Nord dell'antica città è stato fondato un nuovo villaggio, Isanus, popolato per lo più da minatori e gente allontanata dalle altre città.
Sitrir, fondata da Krom e dalle sue genti e Wreyon, fondata da Leir e dalle persone che aveva salvato con le sue navi, sono ora le due più grandi città del continente e contano circa venticinquemila abitanti ciascuna. Questa volta entrambe si sono munite di possenti mura in grado di respingere gli attacchi esterni.
Com'era successo per Lord Lowbridge e per Lord British anche Krom e Leir ottennero una longevità assai notevole. Entrambi avevano oramai quasi sessant'anni ma la vecchiaia non li aveva indeboliti di molto.
La preoccupazione di Crayalar si dimostrò fondata. Ben presto ognuno riprese a badare a se stesso, ripresero i furti ed i crimini il che costrinse Krom e Leir a scrivere delle leggi e pagare delle guardie perchè mantenessero l'ordine.
Tuttavia il commercio tra la città di Sitrir e Wreyon erano divenuti fiorenti grazie alla scoperta di alcuni cunicoli nelle montagne che garantivano un collegamento rapido e sicuro senza dover attraversare i temibili passi delle Crode. Purtroppo dopo un breve periodo i cunicoli si resero presto impraticabili, come del resto molte altre zone del continente, le forze del male stavano nuovamente tornando a squotere la terra.
Tratto dallo scritto di un Mercante di Wreyon:
<<Purtroppo, l'unica via per raggiungere Sitrir via terra deve attraversare gli stretti cunicoli che scivolano sotto i monti Karegrin. Non è difficile incontrare terribili mostri, ai due ingressi dei cunicoli, con il corpo d'uccellaccio ed il volto di donna che sono estremamente sadici, amano straziare le loro vittime prima di divorarle, e spesso anche all’interno dei cunicoli si odono ghigni malefici di creature senza nome. Oramai una scorta non è più sufficiente, nell'ultima spedizione l'ho persa tutta, ed ho perso anche le mercanzie che trasportavo. E' già stata una fortuna arrivare qui a Sitrir ancora vivi. Attenderò la nave che parte all'alba per tornare a Wreyon e restarci!.>>.
A causa di ciò i rapporti tra le due città divennero più difficili, e molte merci andarono perdute lungo la strada…
In ambito politico, Sitrir venne governata inizialmente dal solo Krom.
Wreyon, dopo la morte di Leir, venne invece governata dai cosi detti “I Tre Saggi”, eletti tra i cittadini anziani, che si suddivisero i poteri. A Rael Noreis spettò il potere legislativo, Sherkas Shirgel amministrò l’esercito della città, e le milizie che hanno il compito di mantenere l’ordine in città, invece il potere amministrativo e diplomatico con le altre città toccò a Eoghan Taraman.
A La terza città, Isanus, invece, non venne inizialmente governata da nessuno essendo sorta quasi spontaneamente; passò poi in mano al governo di un noto mercante, tale Edward Sirdalin... Ma la storia delle città si è molto evoluta da allora, nuovi regnanti hanno preso il posto dei fondatori, guerre e pericoli hanno temprato lo spirito degli abitanti... Tutto e' riportato nella storia conservata negli archivi di ogni città.
