Pantheon Umano
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La genesi
In principio c'era il nulla, il vuoto assoluto, poi qualcosa successe...un'oscillazione non prevista, uno sfasamento dello spazio, causò una tremenda esplosione. Dal nulla si generarono alcune entità, che essendo le Prime poterono creare nuove regole, ed agire come meglio credevano.
Queste tre entità, pur essendo nate nello stesso luogo e nello stesso momento, non erano identiche. Seguivano tutte lo stesso obiettivo, ma sceglievano mezzi diversi, spesso discordanti ed in contrasto, osservando gli eventi da prospettive differenti.
Vi era Has-Kneeth, dio incontrastato della magia, da lui emanava sempre un potere al di fuori dell’inimmaginabile, non paragonabile a quello degli altri Dei.
Poi vi era Simiel, dea della natura, la cui bellezza, saggezza, ponderatezza travalicava i limiti degli altri due Dei.
Infine, vi era Devar, Dio della morte, colui che aveva, che sentiva di avere un potere sulle anime, potere che poteva essere irradiato in qualunque direzione, per qualunque finalità.
Vagando per la vastità del luogo ove essi si trovavano, vuoto di qualunqe cosa tranne che di loro stessi, decisero di dare vita a qualcosa di nuovo, a qualcosa che potesse crescere, sviluppare, evolversi da solo, ad una forma di vita in grado di vivere autonomamente, sotto la loro supervisione. Fu la curiosità di cosa sarebbe successo, della direzione che avrebbe preso la loro creatura, a spingerli a iniziare il rituale conosciuto ai saggi come la Creazione. Iniziarono creando un luogo ove permettere alla loro creatura di esistere, pur limitando le sue possibilità a quel luogo stesso, mai avrebbero dovuto perderne il controllo. Fu cosi che crearono l' attuale mondo dove tuttora viviamo, un luogo bellissimo, costellato di montagne, foreste, laghi, mari. Un mondo in cui gli dei permisero la creazione spontanea di forme di vita adatte ad abitare questo mondo, gli animali, i fiori, gli insetti e l' uomo. Nacquero quasi nello stesso momento, vivendo in perfetta armonia, seguendo un preciso schema, il cerchio della vita, vivendo gli uni per gli altri.
Gli Dei rimasero molto ben impressionati dal comportamento delle loro creature e dei loro figli, rimasero ad osservarle per lungo tempo, ignari di quello che stava per accadere, troppo presi dalla contemplazione del loro creato.
Dalla stessa oscillazione che aveva causato la loro venuta, infatti, era nato anche un altro Dio, un altro Primo, tuttavia quest' ultimo si differenziava dagli altri in maniera molto piu profonda e terribile. Un Dio padrone della guerra e del massacro, portatore di tristezza e di dolor, il suo nome era Marckheri, e la sua ira per esser stato escluso dagli altri Dei, per non esser neanche stato da loro notato, lo porto ad odiare il mondo che avavano creato e le creature ivi contenute.
Il desiderio di vendetta verso gli altri tre,lo porto a vendicarsi su cio che loro amavano di piu, su ciò che di piu’ caro al momento avevano, portò nel neonato mondo la crudeltà, la ferocia, le pestilenze e le atrocità, distruggendo la pace e l’armonia che fino ad allora regnava, godendo nel vedere lo stupore nel volto degli altri Dei e la loro tristezza per la fine che stava facendo il loro creato. Tuttavia, l' euforia provata per la gioia di un apparente vittoria, lo portò a commettere un grave errore: credendo di averli indeboliti dal punto di vista spirituale, decise di abbandonare la terra e di attaccarli direttamente. Si parò davanti a loro, con tutta la sua rabbia, e li attaccò con decisa convinzione di vittoria, sicuro di poterli sopraffare facilmente. Gli altri Dei, però, reagirono all’unisono, difendendosi e riorganizzandosi dal tremendo attacco portato.Iniziò così una guerra tra gli Dei, guerra che durò per millenni, senza né un vinto, né un vincitore, guerra che fece scordare ai quattro contendenti ciò che era stato oggetto della loro attenzione, la terra, che potè crescere liberamente senza esser oggetto di alcun Dio.
Tuttavia, dopo lunghi millenni, anche la loro battaglia terminò nessuno di loro vinse, nessuno di loro perse: i colpi inferti in quei tremendi scontri, causarono una frammentazione delle loro stesse esistenze, una disgregrazione del loro io, che li portò ad uno stadio molto vicino alla scomparsa assoluta, al ritorno al nulla. Con un’ultimo grande sforzo, riuscirono ad indirizzare la loro essenza verso la terra…quattro Dei, le cui essenze erano state ridotte a brandelli, decisero di scegliere la terra come luogo in cui ricostituirsi e recuperare le forze, e li si diressero. Al loro arrivo, però, accadde un fatto inaspettato, forse temuto, ma mai seriamente considerato: la loro essenza si frantumò in molteplici parti,e cosi’ frantumate si mischiarono. Soltanto Simiel, a differenza degli altri, scampò a questa sorte. Infatti invece di disgregarsi si fuse con la stessa natura di cui era creatrice e protrettrice incarnandosi nel Thel'Eris, l'albero sacro dei Druidi, e creando in quel momento tutta la zona circostante che viene comunemente chiamata "La Foglia".
Da questo evento nacquero nuovi Dei, dai caratteri simili e distinti, dai poteri unici e potenti, con scopi diversi e sconosciuti agli altri, e tutti ignari del modo in cui vennero creati.
Iniziarono a vagare per il mondo, creando nuove forme di vita, adattando la terra alle loro esigenze, scontrandosi spesso gli uni con gli altri, seguendo sempre la loro strada.
In questo frangente vennero creati i Valimar, entità minori al servizio degli Dei.
I Valimar sono spesso molto diversi tra loro come carattere e potere, questo dipende specialmente dal Dio che li creò e dallo scopo per cui furono creati.
Il loro scopo era servire il proprio creatore e divenire suo portavoce tra le creature mortali. Si dice infatti che i Valimar fecero la loro comparsa nei momenti di di bisogno, aiutando gli uomini con saggi consigli o indicazioni o anche quando non ci si aspettava di vederli apparivano ai mortali dando loro compiti o missioni.
Si mormora anche che alcuni Valimar Oscuri, servitori di Dei malvagi, istighino gli uomini a compiere atti scellerati e cercano sempre di mandare a monte i piani delle entità al servizio degli Dei Benevoli.
Nel tempo gli Dei, acquisirono una conoscenza molto importante: il loro potere, superiore a quello di qualunque altro essere vivente, sarebbe potuto crescere ancora di piu’, superando il suo limite attuale, predominando su quello degli altri Dei, in un semplice modo: facendosi adorare dagli esseri che popolavano il pianeta. Da loro infatti gli Dei scoprirono come trarre forza, dalle loro preghiere, invocazioni, sacrifici, scoprirono come aumentare il loro potere.
Venne instaurato tra tutti gli dei una sorta di patto: si sarebbero ritirati in una zona sicura, lontana dal mondo, in cui rimanere in tranquillità e da cui apparire fugacemente alle creature senzienti del pianeta, allo scopo di portarle dalla loro parte.
