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Background
Il sole splendeva alto nel cielo. Soltanto un piccolo drappello di nubi all'orizzonte disturbava quella quiete celestiale. Sulle colline, poco fuori Sitrir, giocavo spensierato con i miei fratelli Darius e Teodoro. Eravamo così felici. La nostra famiglia, fedele a Krom sin dai tempi di Britain, viveva felice e spensierata. Mio padre era un contadino mentre mia madre gestiva gli affari di famiglia vendendo ciò che la terra produceva. Non eravamo ricchi ma ugualmente molto felici. All'epoca, in città regnava la pace. Non conoscevo il significato della parola furto o omicidio. Era tutto splendido, sereno. Quando giocavo con i miei fratelli fuori la città, le alte mura di Sitrir svettavano quasi fino al cielo. Era uno spettacolo che non dimenticherò mai. La palese dimostraizone della grandezza delle nostre genti, della tenacia dell'uomo, del bene che sconfigge il male. Nelle sere d'estate, ci radunavamo intorno ad un focolare all'aperto e mio padre ci narrava le imprese di suo nonno Arthur, un valoroso guerriero di Minoc, e del leggendario amico Arioch, un mago dai poteri quasi illimitati. Essi partecipò alla grande guerrà che ci portò in questo nuovo mondo. Fianco a fianco affrontarono le forze del male. Infatti la nostra famiglia, prima del grande passaggio, era satata una stirpe di nobili guerrieri. Dopo le cose cambiarono. Non c'era più bisogno di impugnare la spada. Certamente al di fuori di Sitrir i pericoli non mancavano. Le strade di collegamento con le altre città non erano più sicure, però la vita scorreva pacifica. Krom regnava saggiamente su tutti noi. Questa spensieratezza durò per quasi tutta la mia giovinezza. Poi accadde.
Era maggio. Mia madre aveva appena finito di preparare la merce da vendere a Wreyon. Mio padre aveva sistemato il carro con i cavalli. Tutto era come al solito. Quel giorno anche i miei due fratelli e la mia sorellina Chantal decisero di andare a Wreyon. Io, fui costretto a restare a casa. Quella fu l'ultima volta che vidi la mia famiglia. Durante il tragitto vennero attaccati dalle arpie. I loro corpi vennero atrocemente mutilati. Per ore i miei fratelli vennero torturati. La mia adorata sorella venne portata via in chissà quale luogo ameno. Non restò nulla.
Solo io. Da quel giorno la mia vità cambiò. Ero troppo giovane per gestire i campi e le coltivazioni, così in breve tempo fui costretto a vendere tutto per pagare i debiti che si accumulavano. Rimasi senza nulla. Niente casa, niente cibo. Nulla di nulla. L'unica cosa che mi spingeva ad andare avanti era la vogli di vendicarmi, il desiderio di combattere le atrocità e i soprusi. Il male non poteva tornare ad innorridire gli uomini. Perchè dovevano esistere esseri così malvagi? Volevo vendicarmi a tutti i costi.
Per questo iniziai ad allenarmi nei boschi. Fu qui che incontrai Kreamor. Era un possente guerriero devoto a Craios. Forte e valoroso. Quando seppe la mia storia decise di prendersi cura di me. Mi sfamò, mi vestì e mi insegnò tutto sull'arte della guerra e sul culto del suo dio. Spesso andavamo sotto i monti Karegrin. Qui facevamo incontri non molto piacevoli. Ma era l'allenamento. Dovevo saper affrontare tali creature. La sera poi, di ritorno al nostro rifugio, ringraziavamo il dio Craios per averic dato l'opportunità di combattere ancora una volta le forze del male. Giunto all'età di 25 anni, il mio maestro decise che ero pronto. Mi diede un armatura, la sua spada e mi disse addio. Avrei dovuto attraversare le terre conosciute per un anno. Solo con le mie armi e il mio Dio Craios a proteggermi. Se fossi tornato sano e salvo sarei stato pronto per vendicarmi e per servire la causa somma. Ebbene, quell'anno è passato e sono nuovamente a casa per combattere ogni forma di malvagità e ristabilire l'ordine. Sono Kylos Tykranis!
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