Kroem Loyalor

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Kroem Loyalor
Kroem Loyalor

Descrizione Veloce

Profondo conoscitore delle Arti Arcane, egli è uno studioso poliedrico e pieno di risorse. Nonostante sia un'uomo di mezza età è considerato molto saggio da chi lo ha conosciuto. E' famoso in molti luoghi di Virtude per via delle sue gesta e delle abili doti diplomatiche.


Città/Gilda e Ruolo

Consigliere Reale di Isanus e Capo Spedizioniere dell'Accademia di Magia di Isanus, la Verdeggiante

Aspetto

Un uomo che dimostra circa quarant'anni, di bell'aspetto, molto magro e dai lineamenti armoniosi, ha un'aria aristocratica che viene evidenziata dal suo portamento fiero ed elegante. Sempre cortese ed educato, la sua espressione è generalmente serena e talvolta corrucciata come se fosse intento in chissà quale contorto ragionamento. Il suo abbigliamento è raffinato, indossa sempre abiti confezionati con stoffe pregiate, porta semrpre appeso al collo, un'amuleto con una zampa di drago che regge un'ametista. Al suo passaggio lascia una scia di profumi misteriosi.

Background

In cerca di conoscenza

Cresciuto in un orfanotrofio fino all'eta di 13 anni venne poi cresciuto da un bibliotecario seguace di Sandler presso cui lavorava come garzone. Il giovane Kroem divento' un promettente studioso e per le sue particolari capacità alla morte del patrigno vene inviato presso un mago, amico di Rulon il bibliotecario. Egli sarebbe stato il mentore del giovane e gli avrebbe insegnato le basi della magia...Giunto a Sitrir insieme ad Arken il mago,il giovane apprendista fu subito rapito dallo splendore della città e dalla cordiale e calda ospitalità della sua gente. Dopo aver trovato una sistemazione in locanda passarono i giorni che dedicava costantemente agli studi della magia...fu durante uno di questi giorni mentre si sforzava di usare i suoi poteri che vide un uomo a cavallo...la sua armatura splendeva di luce propria come se emanasse raggi solari.Stupito e intimorito si fermo' e saluto' la figura imponente...qualche minuto dopo quell'uomo disse di essere il Re e gli parlo' della sua città gli parlò delle gesta dei suoi fondatori...e gli parlo' dell'accademia di magia al capo della quale vi era un potente mago di nome Mirabilis. Era ciò che cercava...un luogo dove avrebbe potuto saziare la sua sete di conoscenza, il luogo adatto a realizzare quello che da sempre aveva desiderato:diventare un potente mago.

Da sempre era stato un ragazzo curioso, portato per lo studio, spesso aveva fatto delle ricerche e aveva tratto conclusioni innovative e brillanti. Adesso, entrando i Accademia, avrebbe potuto mettere in atto tutti isuoi progetti;si fece indicare il palazzo che accoglieva i sapienti del regno e vi si recò. Fu li che conobbe Mirabilis il Gran Maestro, un uomo affabile e comprensivo, dall'aspetto di un giovane poco più grande di lui...grazie alla magia! Espresse il desiderio di entrare in Accademia ed egli rispose dandogli dei compiti in attesa di rincontrarlo per una valutazione. Kroem studiò molto e ben presto divenne capace di controllare un potere sempre maggiore, era facile per lui e cominciava a prenderci gusto...la creatività lo aiutava ad usare al meglio i suoi incantesimi...e fu proprio questo che gli fece superare con esito positivo la valutazione del Gran Maestro.Passo del tempo, ormai era ad un passo dal diventare membro dell'Accademia di Magia, come sarebbe stato fiero di lui il suo patrigno che lo aveva indirizzato da quel mago che gli fece da maestro: non seppe mai il suo nome...era un uomo vecchio e solo, quasi un eremita...indurito dalla vita solitaria,ma in fondo buono e generoso. In punto di morte gli lasciò ogni risparmio, compresa la baracca in cui viveva,ma il giovane Kroem non poteva fare quella vita...egli era attratto dalla vita mondana dai rapporti con la gente...non poteva rimanere li in mezzo ai boschi, lontano da tutti..penso' mentre lo seppelliva e dopo aver raccolto le sue cose, aveva dato fuoco a quelle quattro assi che fungevano da riparo. Un giorno si decise a scrivere la lettera per fare richiesta di cittadinanza presso la Splendente e con sua grande sorpresa non solo fu accolto a palazzo e accettato come membro all'Accademia, ma fu fregiato dal Re in persona di una carica importante, quella di Cerimoniere di Corte.

Per un lungo periodo svolse le sue mansioni come Cerimoniere e portò in città la donna della sua vita, Fair, invogliandola a prendere parte attiva nelle attività di quella che era ormai la sua città. Ad ella fu offerto un incarico altrettanto importante nonchè un posto nella milizia cittadina...che gioia ,che soddisfazione...adesso insieme avrebbero potuto rendere onore alla Splendente con i loro servigi e avrebbero potuto contrastare i soprusi degli uomini del sud. Tempi bui avanzavano inesorabili, molte vite furono strappate alla città per mano dei sacerdoti di Ketras e dei loro lacchè...i due innamorati insieme ai loro fedeli amici non sopportavano più questa situazione e promisero di proteggere da quel momento con ogni mezzo necessario,gli abitanti del regno. Mai una promessa simile fu cosi nefasta per le loro vite! Un giorno vennero a sapere che delle guardie nere avevano ucciso e martoriato un pover'uomo nei pressi di Harran...la rabbia pervase i loro animi portandoli a decidere di guardare in faccia i malfattori e di intimargli di non tornare più, pena la morte per tutti coloro i quali avrebbero osato calpestare le terre appartenenti alla Splendente.

Inseguirono quegli uomini oltre i monti Kanegrim violando i trattati con Wreyon.Erano andati in territorio nemico ed il generale Nairde, che per caso si trovava con loro, uccise una delle guardie nere...e Kroem e il piccolo Kevin persero la vita nello scontro. Riportati in vita dai guaritori e riuniti tutti tornarono con l'aiuto del maresciallo Vadimir e Lord Vartan mago dell'accademia in cmpagnia di sua moglie,la sacerdotessa Dorotea protettrice Divina di Isanus.Il rientro a Sitrir fu doloroso come le ferite riportate...il Generale e il Gran Maestro si adirarono con i tre Sitriensi e più avanti furono puniti con la sospensione dagli incarichi per una settimana.Per Kroem era stato un duro colpo...la fiducia che il re aveva riposto in lui era venuta meno in un episodio in cui aveva si sbagliato, varcando il confine, ma aveva agito bene nei confronti del male...avrebbe voluto dire la sua,avrebbe voluto spiegarsi, ma questa possibilità gli fu negata. Per un mese intero aspettò soffrendo in silenzio la vergogna di non essere stato all'altezza e la frustrazione di essere ignorato, decise pertanto che la sua unica scelta fosse quella di dimettersi e lasciare la città per non vivere con il senso di colpa che aveva provato. Si gettò nello studio e nella ricerca per sopprimere i suoi pensieri...il destino lo avrebbe premiato...questo pensava... Sandler lo avrebbe aiutato a conoscere i segreti del mondo. Una mattina svegliandosi, vide che tra le persone c'era una certa agitazione, voci dicevano che una nave era giunta a Himring da una città dimenticata, Hision! La loro gente era stata sottomessa da una colonia infernale di creature demoniache, da più di cento anni erano soggiogati e solo un gruppo di loro aveva avuto il coraggio di combattere per un secolo tramandandosi le conoscenze di generazione in generazione il gruppo di eroi che guidati dal capitano Lander avevano raggiunto virtude.

Per Kroem questo era un segno...che Sandler gli aveva mandato...una terra nuova da esplorare una popolazione da aiutare una causa da seguire.Ma un altro segno per Kroem fu definitivo il ritrovamento fortuito di una pergamena indirizzata ad un certo Egimor (Solo in seguito scopri ch quest'uomo altro non era che il bibliotecario di Thumbar) un uomo che svolge ricerche chissà di che genere.Un uomo appartenente a Hision interessato alla descrizione di creature marine...l'avrebbe riavuta una volta che Kroem sarebbe arrivato nella loro città.Chiese udenza al Re e cercando di rimanere in buoni rapporti chiese di andarsene dalla città e di essere rimosso dall'incarico...ma nonostante la discussione pacata Kroem venne bandito dal regno di Sitrir con la possibilità di fare richiesta di passaggio attraverso il regno solo per conferire con il re. Triste per la situazione ma speranzoso per la sua nuova via da seguire raccolse le sue ricerche e le deposito' in banca: la sua ricerca sull'essenza e la sua ricerca su come sfruttare il potere arcano per volare, nonchè le prime linee guida per l'arte della chiaroveggenza.Chiuse tutto in una cassa e compro nuovo materiale per le future ricerche...che avrebbero arricchito le precedenti e avrebbero creato spunti per nuovi trattati.

Le Origini

Non aveva fatto caso a quello strano gioco di parole quando ricevette la lettera. Aveva risposto solo alla curiosità, alla bramosia di conoscere qualcosa di nuovo, percio' si diresse a Sitrir quella notte.

Fece come gli era stato detto: raccolse due sassi nel fiume che lambisce Isanuse e senza toccarli li fece cadere in un piccolo sacchetto di tela cucito egregiamente da mani esperte, si mise in groppa al suo destriero e senza usare la magia prese la via che conduceva alla Splendente.

Percorse le strade familiari, la gente era ormai rintanata nelle taverne o nelle loro abitazioni di pietra e l'unico rumore oltre le risa soffocate che provenivano da qualche vicolo, erano gli zoccoli del suo cavallo che avanzava lento verso la biblioteca. Il suo destriero era ben addestrato e non fece fatica a farlo rimanere fermo con un gesto secco della mano.

Spalancò le porte della biblioteca, senza fare troppo rumore e dopo aver salutato si accinse a salire le scale giungendo nella grande stanza, piena di librerie fatte con legno di ciliegio e ben lavorate. I suoi passi attutiti dal morbido tappeto lo conducevano lungo gli stretti corridoi che si formavano per la disposione delle librerie, mentre il suo sguardo si posava di tanto in tanto su qualche tomo impolverato che tempo addietro di certo aveva letto.

D'un tratto una voce gracchiante lo riporto' alla realtà squarciando il silenzio che regna sovrano in tali luoghi. Appariva innanzi a lui un vecchio, dalla lunga barba, sembrava malconcio e portava una benda sugli occhi che metteva in evidenza il suo difetto... Si presento' dicendo che non esisteva nessuno studioso con tale nome con il quale nella missiva si era presentato e che per quello era stato ingannato.

Vi era qualcosa di strano in quel vecchio, era evidente che non era li per parlargli di strane teorie, ma non sebrava minaccioso...anzi. Parlarono per un po', studiandosi a vicenda e il vecchio non aveva fatto altro che essere vago e misterioso, facendo crescere nella mente del mago l'idea che stava perdendo tempo,perciò cominciò ad irritarsi.

Lo esorto' a rivelargli la sua identità e sopratutto il motivo per il quale lo aveva convocato. Qualche minuto dopo che il vecchio aveva parlato, lo sguardo di Kroem era quello di un bambino che per la prima volta vede un drago...incredulo e senza parole lo ascoltava mentre gli narrava una storia...la sua storia.

Circa 40 anni prima, Demian Loyalor e sua moglie Lily, concepivano il loro secondo genito, un bambino dai capelli neri che un giorno avrebbe avuto grandi onori, ma in quel particolare momento della storia, quella nascita avrebbe portato solo sventure.

Demian Loyalor era un mago rispettato appartenente ad un casato di grandi arcanisti seguaci di Sandler e come molti di essi aveva fatto delle scoperte alle quali molti erano interessati. La città da cui veniva stava per essere sottomessa alla volontà di una dea malvagia e folte schiere di uomini incappucciati tentavano con ogni mezzo di convertire ogni abitante.

Sceglievano tra la gente dei seguaci potenti, in grado di appoggiarli nella loro causa e grandi onori venivano promessi, al contrario per chi si opponeva la fine era una sola. Demian tento' a lungo di opporsi ma le visite si facevano sempre più insistenti, cosi frequenti che lo costrinsero a fare i bagagli e partire alla volta di Sabar, insieme alla moglie incinta e di suo figlio Titus di soli 10 anni.

Egli portava il nome del nonno e da generazioni ormai ogni membro della famiglia era diventato un mago. Si narrava che un'antenato avesse avuto una visione nella quale Sandler aveva dato lui un dono....il dono della conoscienza, un dono che gli permetteva di vedere le cose come realmente erano. Titus fin da bambino aveva manifestato una refrattarietà alla magia, non riusciva ad apprenderla, ma in compenso riusciva a fare cose strane usando solo la sua mente.

Passarono i mesi e il piccolo era già nato, quando una notte Titus ebbe una visione, nella quale tutta la famiglia veniva arsa dalle fiamme, nella loro casa...fu talmente vivida che il giorno seguente raccolse poche cose e scappo', partendo senza dire nulla verso le montagne. Passarono giorni, quando sulla strada per Sitrir vide la figura di sua madre che portava tra le braccia un fagotto.

La donna si accasciò al suolo e quando il piccolo Titus si avvicino per soccorrerla, vide il suo sguardo...era lo sguardo di una folle, lo sguardo di una donna che aveva perso suo marito...e ora il ragazzo stava perdendo sua madre. Si fermò a lungo guardando la scena, prima di prendere la sua decisione: poteva correre in un villaggio vicino e chiedere aiuto ma avrebbe rischiato di perdere entrambi...e suo malgrado scelse di salvare la nuova vita, suo fratello, che piangeva inerme nella culla di vimini. Raccolse la cesta e si incamminò, aveva salvato il piccolo, ma di certo non avrebbe potuto badare a lui.

Lo abbandonò innanzi ad un piccolo stabile in pietra, dove alcuni sacerdoti avevano riunito tutti i bambini orfani che avevano trovato nei villaggi, deposito' la culla con un solo biglietto sul quale c'era scritto un nome "Kroem Loyalor"... Il mago aveva ascoltato la storia incredulo, pervaso da una miriade di emozioni, dall'ira alla delusione, dalla tristezza alla perplessità...innanzi a lui ora aveva suo fratello maggiore.

Non vi erano dubbi su cio' che diceva, sapeva troppe cose della sua vita...per tutti questi anni lo aveva seguito, aveva seguito le sue gesta, senza interferire e senza mai rivelarsi...e poi, nonostante il suo aspetto malandato, la somiglianza era palese. Sconvolto dalla notizia ma allo stesso tempo felice per aver ritrovato il suo passato, lo tempesto' di domande alle quali Titus rispose con la calma di chi conosce bene la storia...era giunto il momento di riunirsi, era giunto il momento di uscire allo scoperto, di passare gli ultimi anni della sua vita insieme al fratello.

Non vi furono abbracci, nè discorsi strappalacrime, solo la consapevolezza che ormai le cose erano cambiate e che una volta ritrovati non si sarebbero lasciati, vi erano ancora molte domande alle quali probabilmente vi erano delle risposte. In silenzio Kroem e Titus si diressero a Isanus e giunsero nella ricca dimora del mago, parlarono a lungo di molte cose...poi il vecchio cieco si alzò e disse che voleva passeggiare. Kroem rimase sulla porta di casa, osservando il fratello incamminarsi per le strade di Isanus...

Quella notte non dormì cercando di ricostruire ciò che era avvenuto in quegli anni, immaginando il volto di sua madre e di suo padre, cercando di fantasticare su come sarebbe stata la sua vita se le cose fossero andate diversamente. Steso sulle pelli d'orso i suoi pensieri vagarono a lungo intrecciandosi in mille supposizioni...fin quando i primi raggi del sole invasero timidamente la stanza e preso dalla stanchezza...si fece vincere dal sonno.


Da completare...

Le sue Teorie

Astronomia
Astronomia

- Teoria sul Sistema solare di Virtude -

Introduzione

Ogni cosa non è come ci appare, solo l'occhio attento e la mente illuminata ci permette di giungere alla verità che pero' non è assoluta. Giorno dopo giorno, era dopo era, l'evoluzione e l'innovazione delle nostre arti ci consente di risolvere un pezzo dell'intricato enigma che noi chiamiamo Universo. Le attuali attrezzature, l'uso della magia e dei calcoli numerici ci permettono di avere oggi, grazie al mio meticoloso lavoro, una visione plausibile dei fenomeni che via via in questi anni e in particolare in questi ultimi mesi ho potuto osservare. Potrebbe apparire ovvio che il sole giri intorno a Virtude illuminandola e roteando cosi velocemente da far passare dall'oscurità alla luce le nostre terre, ma se cosi fosse, probabilmente non saremmo qui a raccontarlo.


Il nostro calendario e le antiche conoscenze

Dall'esodo di Sosaria, gli uomini hanno continuato a mantenere un calendario costituito da suddivisioni precise, nella fattispecie esso è costituito da 365 giorni formati da 24 ore ciascuno. I giorni che compongono un anno, sono il tempo che Sosaria impiegava a percorrere un giro completo intorno al sole, mentre le 24 ore che costituivano un intero giorno insieme alla notte erano il tempo che ci metteva Sosaria a fare un giro completo su se stessa. Ogni trenta giorni circa Sosaria si avvicinava maggiormente al sole per poi riallontanarsi per questo vi era il cambio delle stagioni che diventavano via via più calde per poi ritornare al freddo, ciclicamente. Fu per questo suddiviso l'anno in 12 mesi e questi mesi suddivisi per 3 per avere le 4 stagioni che noi conosciamo ancora come Primavera, Estate, Autunno e Inverno.

Ciò significa che, già a quei tempi era stato scoperto che non era il sole a girare intorno a Sosaria bensì Sosaria a girare intorno ad esso. Queste erano le condizioni ideali che permettevano a noi uomini e alle altre creature di vivere ed evolverci in quel mondo ed è per questo che i due artefatti permettevano l'apertura di un portale verso un mondo simile a quello che stava per essere distrutto e assoggettato ai malvagi poteri di Grinord per conto di chissà quale malvagia entità, o solo per il semplice gusto di farlo, o forse perchè la sua mente aveva ormai perso il lume della ragione.

Ebbene giunti su Virtude tramite il portale, i vecchi saggi che erano a conoscenza di questa particolarità dei due mondi, mantennero lo stesso calendario, nonostante avessero notato che i fenomeni sul nuovo mondo erano diversi e all'apparenza sembrava che il tempo scorresse molto più velocemente. Essi videro che inoltre su virtude non vi era solo una luna bensì due, una simile a quella di Sosaria e l'altra più piccola e di colore violaceo che rimaneva visibile durante ogni ciclo di oscurità come se gli dei l'avessero messa apposta per ricordare loro che anche nelle tenebre vi è sempre una fievole luce di speranza.

Nebulosa
Nebulosa

L’effetto specchio e la nebulosa

Fino ad ora, secondo le mie conoscenze, nessuno ha lasciato un trattato che parla di questi fenomeni nè tantomeno di come si possono spiegare, per questo motivo ho dedicato, con l'aiuto di Sandler, gli ultimi anni della mia vita all'osservazione di questi fenomeni al fine di formulare una teoria che dia una spiegazione a tutte le menti che desiderano saziare la loro sete di conoscenza.


Dalle mie osservazioni ed i miei calcoli ho potuto comprendere qual'è la causa del susseguirsi cosi rapido del giorno e della notte. Posso affermare con certezza che Virtude ruota intorno a se stessa ed intorno al sole, con gli stessi parametri che appartenevano a Sosaria e che cio' che a noi appare come la notte, altro non è che un effetto dovuto alla deviazione della luce prodotta di raggi solari. Infatti una formazione nebulosa, ruota intorno al sole deviando la luce solare circa ogni ora, provocando ciò che io ho denominato effetto specchio. Si suppone che la formazione nebulosa sia costituita da residui di un mondo distrutto che gravitano intorno al sole. Tale nebulosa non è distribuita uniformemente ma appare più densa di detriti nella massa centrale. Ruotando intorno all'asse del sole lascia dietro di se una scia meno densa che permette ai raggi solari di penetrarla in parte. Il fenomeno, dunque, della notte diurna, al quale assistiamo ogni giorno, altro non è che l'effetto di questa nebulosa sull'angolo di incidenza dei raggi solari.


In pratica il materiale cristallino che costituisce la nebulosa, al suo passaggio riflette i raggi solari cambiandone l'angolazione sopratutto nell'attimo in cui su Virtude noi assistiamo al fenomeno della notte diurna. La riflessione di tali raggi proietta la luce sulla luna violacea che possiamo osservare, che secondo i miei calcoli ruota intorno a Virtude alla stessa velocità della nebulosa che ruota intorno al sole. Le scie poste ai lati della nebuolosa cominciano gradualmente a riflettere i raggi solari per cui noi assistiamo a questo fenomeno graduale, che si compie in un'ora, avendo l'impressione che scenda la sera fino all'arrivo della notte e poi gradualmente ancora al mattino. Il processo cosi rapido del susseguirsi della luce e dell'oscurità, è favorito inoltre dalla rotazione di virtude su se stessa, in senso opposto all'orbita della nebulosa che completa il suo giro intorno al sole in due ore circa.

Lune
Lune

Movimenti di Virtude e delle sue lune

La rotazione di Virtude su se stessa, in senso orario, è accertata dal fatto che in punti opposti del nostro mondo, nello stesso istante si puo' notare come vi siano differenze di luce. Con l'uso dei portali infatti ho potuto dimostrare che in posti lontani come sitrir e kadhar, mentre a sitrir scende la sera, nel deserto si ha ancora un discreto margine di tempo prima che giunga l’oscurità. Durante i miei studi ho potuto osservare meglio le due sfere che ruotano intorno a Virtude che noi comunemente chiamiamo lune: una visibile ogni notte di colore giallo, che si trova più vicino al nostro mondo e che durante la notte reale illumina come un sole le nostre terre. L'altra visibile sia durante la notte reale che durante l'effetto specchio, essa produce una flebile luce ed è visibile come una pallida sfera violacea quando è piena. Queste lune appaiono ai nostri occhi di colore diverso per via della formazione gassosa che costituisce, per cosi dire, l'aria intorno ad esse e appaiono a volte solo in parte, per via dell'ombra di Virtude che viene proiettata su di esse quando si sovrappone tra le lune e il sole, durante le rotazioni che tutte e tre compiono. In particolare esse ruotano intorno a virtude, come virtude ruota intorno al sole. Durante la vera notte la nebulosa continua a girare intorno al sole, pertanto la luce di Selimar (luna gialla) viene nuovamente oscurata essendo un riflesso dei raggi solari ed ecco perchè durante la vera notte ci troviamo ad avere ogni ora il cielo di Virtude immerso nell'oscurità. L'unica fonte di luce che debolmente illumina sempre il nostro mondo durante i periodi di buio, è la luce di Arièn (luna viola) e delle stelle che emanano il loro bagliore da un'immensa distanza e che vengono oscurate solo dalle nuvole in cielo.

Galassia Virtude
Galassia Virtude

Cause dei movimenti dei mondi

Queste rotazioni e rivoluzioni delle lune, di virtude e degli altri mondi presenti nell'Universo, sono causate indubbiamente dai campi energetici che l'essenza produce. Come ho precisato in altri scritti il nostro mondo, come d’altronde anche gli altri, sono immersi in una forma energetica pura che ho nominato essenza, essa più si avvicina alla superficie dei mondi più diventa meno densa, per questo motivo diventa più facile usufruirne. I vari confini delle bolle ipotetiche di essenza che si formano intorno ai mondi, a mio parere tendono a ricongiungersi senza però concludere il processo, probabilmente per volontà degli dei, quale sia il loro progetto non ci è dato saperlo, fatto sta che però, toccandosi tra loro, questi confini provocano dei movimenti rotatori circolari. Per comprendere meglio questo concetto vi chiedo di immaginare di far ruotare due sfere di metallo con una sola mano, in maniera simile, le bolle di essenza, entrano in contatto trascinando in questa danza i mondi che circondano e contengono. Sfregando tra di loro, le bolle di essenza, molto spesso danno origine a meravigliosi giochi di luce in cielo, visibili durante l'oscurità sopratutto in luoghi situati all'estremo nord di Virtude. Essi sono la dimostrazione dell'immensa energia e della meravigliosa purezza dell'essenza.


- Simposio: Sulla struttura del Cosmo -

Come già in altri scritti si disquisisce sull'esistenza di altri mondi simili al nostro con le loro caratteristiche morfologiche e le loro peculiari leggi che governano l'esistenza, in questo mio trattato esporro' la mia teoria sulla struttura del nostro universo. Dalle molte osservazioni pratiche con strumenti atti ad osservare oltre la coltre delle nubi,e, grazie al pensiero di Illustri studiosi che prima di me se ne sono occupati, ho voluto ipotizzare un mio concetto riguardo anche alle energie che costituiscono la trama che permea il nostro mondo. Il Cosmo è costituito da pura energia, che puo' essere identificata nell'energia divina nella quale vivono le entità che nella nostra lingua chiamiamo Dei. All'interno di tale energia, che io ho definito essenza, vi sono infiniti universi all'interno dei quali vi sono molti mondi.Ogni mondo è permeato dall'essenza che si condenza attorno ad esso assumendo una forma sferica causata dalle vibrazioni dello stesso pianeta e degli astri. Le suddette vibrazioni si espandono per l'universo creando dei diversi livelli di saturazione dell'energia, che risulta sempre più densa man mano che ci si allontana dal mondo e si va verso l'infinito. Su tali presupposti ho voluto ipotizzare che le sfere concentriche che circondano Virtude (ma probabilmente anche altri mondi simili al nostro) siano precisamente otto, identificabili con gli otto circoli magici dai quali un mago attinge il suo potere. Come accennai in un altro mio trattato, gli dei donarono all'uomo il segreto per usufruire di questa energia e col tempo essi trovarono il sistema di rendere più semplice il modo di accedervi. In pratica un mago non farebbe altro che riprodurre un microuniverso con al centro se stesso ed usando le sue conoscenze attingerebbe il potere giungendo fino all'ottavo circolo che rappresenta la zona più densa di essenza, quella più vicina all'essenza pura, che invece pare sia una prerogativa dei chierici o di chiunque sia investito dei doni delle divinità.


- Dalle lezioni Accademiche: Il Mana -

Tutto è mana. Ogni creatura o oggetto inanimato è permeato dall'essenza. Il termine mana viene utilizzato in molte lingue per riferirsi una qualità o essenza interiore comune sia agli esseri viventi che agli oggetti inanimati.Il mana è dunque essenza unita al corpo fisico, ed essendo il corpo fisico limitato da una struttura finita si suppone che l'energia che rappresenta una creatura, abbia un limite. Dopo questa premessa mi accingero' ad esporre il concetto di uso dell'energia contenuta in un corpo. Al momento dell'azione che determina l'attingere il potere dall'essenza ogni corpo "brucia" una certa quantità di energia provocando un calo di mana accumulato all'interno di un corpo.Si puo' immaginare questo processo come lo svuotarsi di un contenitore pieno di liquidi che andranno ad alimentare lo sforzo di qualcuno che si spinge camminando sempre più lontano. Tale calo puo' a volte raggiungere un livello critico rendendo il "corpo" privo di energia che potrà pero' essere rigenerato mediante l'ausilio di tecniche quali la meditazione o tramite oggetti che possono fungere da canalizzatori, permettendo una ristabilizzazione dei livelli ottimali. Una possibile applicazione di questo concetto sarebbe quella di poter comprendere come estrarre mana da oggetti esterni per permettere di sfruttare un grosso quantitativo di energia qualora fosse necessario.

Strumenti personali