Isendel Imytholie
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Città/Gilda e RuoloCittadino e Re di Isanus, la Verdeggiante. |
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Background
Prima Parte
Nato dopo la morte di Grinord in una famiglia di modesti contadini, passai la mia intera fanciullezza in piena simbiosi con la natura che mi circondava.
Un giorno lontano trovò ristoro nella nostra proprietà un anziano signore che notò subito in me qualcosa di speciale.
Quel "qualcosa" che mi rendeva diverso dagli altri bambini...una strana ed innaturale capacità di modellare ed usare a mio piacimento ciò che mi circondava. Mi prese con sé.
Passarono anni ed egli m’iniziò allo straordinario mondo delle arti magiche.
Completamente coinvolto ed enormemente entusiasta dei miei soddisfacenti risultati fui erudito fino ai massimi livelli dal mio maestro.
Finché non arrivò il giorno dell'esame finale.
Con mia sorpresa scoprii che consisteva in uno scontro mortale col mio mentore.
Lo scontro fu aspro e lungo, le capacità evocative da me apprese furono estremamente utili, ma non determinanti.
Di fatto, all'improvviso, mentre mi trovavo in evidente difficoltà, date le numerose ferite e il mana disperso, qualcosa dentro di me si mosse.
Un enorme potere scosse le mie vene, mi sentii eccitato, ma svenni.
"Un giorno ti svegli e scopri che è stato tutto un sogno, oppure ti svegli e scopri che hai dormito per tutto il tempo e che l'incubo è reale, non sapevo cosa fosse, non sapevo chi ero..."
Al mio risveglio non trovai nessuno, solo io ed un enorme cumulo di macerie tra le quali scorsi una pergamena, era del mio maestro.
Avevo superato l'esame.
Egli era sfuggito al mio impeto e si era salvato dopo che ebbi perso i sensi.
La lettera riportava tra le varie annotazioni una che mi colpì particolarmente, Mantorras (il mio maestro) dichiarava in parte di prevedere un prosperoso futuro per me e le mie abilità, lunga e rinomata sarebbe stata la pagina di storia che avrei scritto nel regno di Krom, presso Sitrir.
Non so se avesse ragione, non so se io sia veramente chi lui sperasse, non so se avrò un ruolo in tutto questo, so soltanto che la mia storia comincia qui e che presto partirò alla ricerca della mia famiglia, dalla quale manco ormai da quindici anni.
Chissà se i miei genitori e i miei fratelli si ricordano ancora di me.
Il tempo è tiranno...bisognerà affrettare il passo.
Seconda Parte
Storia futura, storia sconosciuta...
Chi mai avrà avuto l'onore di vivere in quel che fu tempo di onorevoli cavalieri, potenti stregoni ed umili servi degli dei!
Prestate le vostre orecchie a questa novella! Possa essa rivelarvi arcani misteri ed oscuri retroscena...di quello che Isanus fu e chi l'abitò prima di voi!
Scorrendo avidamente i polpastrelli tra i vari scaffali della biblioteca, il giovane Larsen trovò uno strano tomo, il classico libro rilegato con copertina rigida in pelle rossiccia, di quelli intarsiati con disegni dorati che già dall'aspetto raffigurano nella mente di molti, in modalità ancora poco conosciute, la sapienza custodita da tempo immemore.
Il titolo che vi era riportato sopra era piuttosto semplice e lasciava ben poco spazio alla possibilità di immaginarne il contenuto. “Storie di Isanus” v'era scritto.
Non v'era dubbio sul contenuto, con molto probabilità qualche paziente amanuense aveva avuto la voglia di raccogliere le numerose gesta, narrate da altrettanti scrivani, degli innumerevoli uomini e donne che hanno popolato e vissuto la città di Isanus.
Lo aprì lentamente con fare delicato temendo la rottura delle antiche pagine.
Fortunatamente v'era un indice alfabetico grazie al quale la ricerca di eventuali nomi leggendari a lui conosciuti non risultasse improba.
Passando velocemente l'indice lungo le pagine cercava un nome a lui congeniale da dove cominciare una lettura appassionata.
“Devor Kaedaren .... Emuren ..... Halael Adarsin ... Isendel Imytholie...uhm...Isendel, Imytholie, non vorrei sbagliarmi ma codesto nomine....”
Sembrava che Larsen avesse trovato qualcosa di interessante, un nome familiare, non così introvabile nei meandri della sua mente.
Decise di approfondire la questione. Pagina 584. Avrebbe letto fino allo stremo pur di saperne di più. Del resto lui era fatto così, non brillava certo per poteri straordinari o per capacità particolari, era solo l'individuo più curioso ed interessante della comunità isanita. Ingegno acuto, capacità d'osservazione, dedizione e curiosità innata...questi erano i veri “poteri” di Larsen.
Deciso come sempre aprì la pagina desiderata e cominciò a leggere.
Apprese di quando il non troppo giovane Isendel solcava le sitriensi terre alla ricerca di un obiettivo, di quando strinse un rapporto di sangue con l'amico di sempre Kroem Loyalor, delle difficoltà incontrate con Re Soghor Vergobretus anche per colpa dello stesso Isendel, di quell'incidente in arena quando la guardia Dankan Loir denunziò il mago per aver divelto un cadavere. V'era menzione delle intenzioni di Isendel nel racconto ma era altresì giustificata la palese difficoltà di intervento di Soghor in questa situazione. Egli sapeva che l'uomo non aveva agito con intenti sacrileghi ma non poteva lasciar correre. Seguirono giorni tormentati dal rimorso e dalla disperazione che trovarono il culmine nella decisione estrema. Isendel abbandonò le vesti di Sitrir e la sua carica di cittadino.
Nei mesi successivi si trasferì sotto mentite spoglie nella nevosa Himring, al fine di trovare una dimensione alla sua esistenza rinunciò ai suoi poteri per lungo tempo.
Durante questo soggiorno fece strane amicizie. Conobbe personaggi dall'oscuro passato e dall'ancor più oscura vita. Milady Nitta, Sir William Drake ed il barbaro Javier gli proposero più volte di entrare a far parte di un gruppo criminale con il solo scopo di derubare ed indurre terrore nei passanti lungo la strada maggiore che porta da Sitrir ad Isanus. Resistette a lungo alle allettanti proposte ma non poté rinunciare alla loro amicizia.
Difese anche William Drake ad un processo presso Sitrir, dove veniva accusato di essere il Generale della maledetta Wreyon. Mentì. Mentì perché non poteva fare altro, era un amico e per quanto malvagio non poteva fare diversamente. L'onore, il rispetto, sono alla base di tutto in questo mondo.
Salvò Drake, meglio conosciuto con il suo vero nome di William Blake, dalle accuse fondate portando la sua testimonianza ad avvalorare le tesi della donna Nitta.
Successivamente raccolse la possibilità di transito nei territori di Wreyon approfittandone per potersi allenare nel combattimento con William Blake.
La situazione, si leggeva, divenne presto insostenibile per il Mago. Malamente riusciva a sopportare i lamenti, le urla e le barbarie a cui quotidianamente assisteva.
Prese presto contatti con Isanus. Aveva sentito parlare di una certa Triade salita al potere tramite una fantomatica rivoluzione, diciamo più un colpo di stato.
Un giorno, trovatosi in banca a sistemare talune cose, incontrò il Generale Derian Nairde il quale ascoltò a lungo le parole di Isendel e decise di incaricarlo di una prova. Superato codesto facile scoglio sarebbe entrato di diritto tra le fila della verdeggiante.
Larsen continuava a scorrere i capitoli con una certa avidità, “lettura interessante nevvero?” continuava a ripetersi.
Era divenuto Mago di Corte in breve tempo ed ormai, pare, godesse già del rispetto di molti.
S'era attivato per l'accademia e per la città intera, aveva cercato di apportare modifiche istituzionali e cercato di organizzare attività mondane. Grazie alla sua persona la città godeva inoltre di ottimi rapporti con Sitrir poiché poteva contare sull'alta carica ricevuta dall'amico Kroem.
Tuttavia questo bel sogno non bastò e vi furono numerosi avvenimenti che scossero l'animo di Isendel.
Aveva dapprima scoperto la verità sulla presunta rivoluzione compiuta dal Generale ed i suoi compagni, la quale si rivelò null'altro che un misero colpo di stato, e di come, approfittando dell'assenza di numerose cariche, si auto nominò Reggente di Isanus.
Successivamente denunciò lo strano giro di cariche che era stato disposto dal Generale stesso verso i suoi più stretti collaboratori ed amici.
Scoprì anche le vere motivazioni dello spiacevole bando indirizzato alla città di Sitrir che venne emanato qualche mese più tardi. Condizione spiacevole causata principalmente da un altro bando imposto ad un bambino sitriense molto amico del despota.
Collegò le cose anche agli spiacevoli episodi in cui era incappato quando tentava di proporre migliorie per la città puntualmente ignorate in favore di richieste più frivole di altri.
Assistette alla spiacevole occasione in cui il Gran Maestro della Congrega della Fiamma Bianca Halael Adarsin venne cacciato dal castello per aver richiesto un edificio pattuito anni prima con Re Devor.
L'esasperazione venne raggiunta quando un giorno alla fine di una battuta di caccia tra lui, l'arciere Weldon ed il Generale, quest'ultimo s'impossessò di tutto il bottino senza lasciare nulla agli altri.
Iniziò un periodo durissimo per Isendel, durante il quale gli scontri verbali ed ideologici con Derian Nairde e la sua combriccola divennero frequentissimi e molto aspri.
Non perdendosi d'animo, leggeva Larsen, egli cominciò a raccogliere informazioni tra i cittadini ed i miliziani circa la loro presunta benevolenza verso le magagne perpetrate dal Tiranno.
Trovò numerosi consensi e riprese la sua battaglia mediatica cercando di convincere l'usurpatore a lasciare le mansioni di cui si era fregiato a persone più capaci.
Le tensioni arrivarono alle stelle tant'è che si rischiò ripetutamente la scissione intestina nella milizia. Da tempo ormai Isendel operava sommessamente tra i miliziani per organizzare la resistenza. Aveva portato dalla sua anche molte alte cariche quali l'allora Arcimago Shea Snow e la sacerdotessa Dorotea Eldorel.
Passarono mesi, le assenze del Generale dal posto di comando si facevano più prolungate e tutto sembrava propizio...purtroppo però il gruppo non sembrava così incline ad intraprende azioni definitive.
Passarono altri giorni ed il menefreghismo sembrava troneggiare imperante tra le fila rivoltose portando definitivamente alla disperazione, tramutatasi poi in rinuncia, di Isendel.
Scrisse una lettera di dimissioni. La inviò all'Arcimago.
Seguiva nel racconto una copia integrale della lettera.
Sapeva bene Larsen che l'originale era custodito dagli eredi della famiglia Imytholie presso le loro proprietà, venerata come la reliquia della rivoluzione. L'aveva visitata una volta da bambino ma non l'aveva letta. Troppo piccolo per capire. Ma questa volta non avrebbe mancato all'appuntamento.
La lesse numerose volte per poter saggiare appieno l'emotività del testo. La viva passione che muoveva la mano del Mago era facile da carpire. Passione che non faticava a mostrare anche l'aspetto che più con essa collide, la disperazione. Larsen poteva chiaramente comprendere e fare sua la disperazione con la quale era stata stesa, parola per parola, la missiva.
Visibilmente commosso, sentiva dentro di sé uno strano fuoco ardere e non voleva in alcun modo che si spegnesse. Riprese dunque a leggere.
Lesse della fuga di Isendel verso i bollenti lidi della signora delle sabbie...Kadhar.
Ci vollero diverse settimane prima che qualcuno lo incrociasse casualmente, tra le vie della città.
Fu il fido amico Kroem, ancora una volta, a scovarlo per primo.
Parlarono a lungo della situazione di Isanus, del perché della sua fuga, della lettera di dimissioni e soprattutto di quello che potevano fare per porre rimedio.
Qualche giorno più tardi Isendel venne convocato segretamente, insieme a Kroem, alla sede della Congrega della Fiamma Bianca dal Gran Maestro Halael.
Egli espresse tutte le sue perplessità e preoccupazioni sulla situazione di Isanus, si complimentò con Isendel per il lavoro svolto fino a quel momento.
Durante la lunghissima riunione tutti e tre espressero le loro opinioni e dialogarono a lungo ragionando sulle idee ed i progetti di ognuno.
La svolta ci fu quando Halael espresse il desiderio della Congrega. L'elezione di un nuovo Re.
Si scoprì, con gran sorpresa di Isendel e Kroem, che i nomi dei candidati che aleggiavano nella mente del Gran Maestro erano proprio i loro.
Egli chiese chiaramente che la scelta del candidato fosse operata in serenità tra di loro senza escludere la possibilità di elezioni interne.
Il piano per arrivare a questa situazione era semplice.
Kroem avrebbe salvato l'accademia di Isanus dalla peste che la infettava ormai da mesi e sarebbe stato nominato Consigliere Reale dal Generale per i grandiosi servigi prestati alla causa di Isanus.
Una grande nomina, una figura di prestigio appartenente al Consiglio dei Tre.
Successivamente il Gran Maestro avrebbe chiesto udienza a Derian Nairde per parlare della situazione diplomatica con Himring ed in quella occasione avrebbe palesato la sua richiesta di elezioni interpellando il Consiglio. Organismo nel quale, i rivoltosi e la Congrega, grazie alla nomina di Kroem detenevano ormai la maggioranza assoluta.
Finita che fu la riunione i due maghi si diressero presso la locanda di Hision determinare come avrebbero operato e decidere chi si sarebbe presentato come candidato al trono di Isanus.
La grande amicizia dei due non rese in alcun modo difficile questa pratica. Il grande cuore di Kroem fece si che egli prendesse la decisione più importante...ritirare la propria candidatura in favore di quella di Isendel.
Il mago commosso da tanta generosità fu titubante, non si reputava all'altezza. Ci volle tutta la capacità retorica del fido amico per convincerlo, dopo ore di colloquio, ad accettare questo impegno.
Dopo aver comunicato la loro decisione ad Halael, Isendel decise che per non essere troppo lontano in caso di necessità si sarebbe trasferito temporaneamente alla Taverna del Viaggiatore Stanco, non lontana da Amon-Var.
Durante la sua permanenza presso la suddetta Taverna, ad Isanus il piano procedeva incessantemente con una precisione straordinaria.
L'accademia venne liberata dai nefasti fumi, la peste curata e Kroem Loyalor insignito della carica di Consigliere Reale. Venne fissato anche l'incontro tra Halael e le alte cariche di Isanus, l'ultimo passo prima delle elezioni.
Ma erano passate troppe ore da quando Larsen aveva iniziato a leggere la storia di Isendel Imytholie. Troppi rintocchi aveva udito provenire dal tempio perché non pensasse alle eventuali preoccupazioni che stava arrecando ai suoi genitori.
Avrebbe terminato la sua lettura una volta intascata la prossima paga che Mastro Gramble gli avrebbe consegnato. Non era ricco ma non gli pesava, l'unico cruccio era il non potersi permettere un abbonamento frequente alla biblioteca. “Prima il mangiare poi il leggere” era solito ripetergli il padre ed ormai aveva fatto sua questa asserzione.
Segnò su un foglietto la pagina dove era arrivato leggendo e se lo intascò frettolosamente. Spense la candela ed alzatosi s'arrampicò per la scaletta al fine di riporre il tomo. Dopo averlo inserito con cura tra gli altri, corse verso l'uscita salutando frettolosamente il bibliotecario, aprì la porta.
Fuori pioveva con una certa insistenza e dovette attendere qualche istante prima di avventurarsi lungo la strada. Si coprì fugacemente col cappuccio della veste e corse via sotto l'acqua verso casa, pensando entusiasta a quando avrebbe potuto finalmente continuare la sua lettura.
Aveva ora molte domande da fare a suo padre e, se gli dei avessero voluto, anche a suo nonno. Voleva sapere, voleva più particolari...del resto era un ragazzo molto interessato e curioso...
Ma questa parte della storia non ci compete...la pazienza ci premierà se sapremo attendere ancora un po'.

