Erase DarkFire
Da MediWiki.
|
Città/Gilda e RuoloCittadino, Vice Re-Capo di stato maggiore dell'esercito, Responsabile Corporazione Minatori, Delegato rappresentante delle Corporazioni, Generale della Milizia di Sitrir, la Splendente |
AspettoSi presenta come un uomo sulla trentina o forse più.Alto 1.90 ha una corporatura massiccia e ben definita.I suoi capelli neri come la pece sono corti e sempre ben ordinati.Gli occhi di un verde smeraldo sono severi e vigili.Una cicatrice molto vistosa e' presente sulla spalla destra ma appare oramai vecchia e rimarginata.Il suo passo è deciso ed elegante in qualsivoglia occasione. |
Background
Nato in un paese lungo la piana del nord, Erase, sin da piccolo lavorava duramente al fianco del vecchio padre di nome Akar, grandissimo guerriero arruolatosi da giovane nell'esercito imperiale. Erase voleva seguire le orme del padre e diventare un abile guerriero forte e tenace ma dall'animo nobile. Lo ammirava per tutto il giorno, mentre il padre si allenava costantemente e gli parlava di come poteva fare a difendersi, a riconoscere quale poteva essere il bene e quale poteva essere il male. Fu così che già da tenera età iniziò ad allenarsi duramente con tanto sacrificio ed impegno,col padre che gli faceva da maestro, severo e rigoroso e scontroso quando necessario. Non maneggiò immediatamente armi, come lui sperava, ma si allenò duramente tagliando legna e scavando, mentre il padre stava sdraiato con un filo d'erba fra le labbra ad osservarlo con sguardo fiero,consapevole che il proprio figlio sarebbe diventato un guerriero valoroso, forse ancor più di lui. Erase si allenava continuamente e molto spesso si alterava non capendo il motivo di questi allenamenti così strani, senza rendersi conto che la sua forza stava aumentando giorno per giorno. Avrebbe voluto subito impugnare la spada, armarsi di coraggio e potenza e correre a distruggere chissà quale nemico.. ma per lui era ancora presto. Trascorsero i giorni e finalmente il padre soddisfatto di ciò che il figlio era diventato fisicamente,fece impugnare al figlio le sue prime armi. Pugnali,piccole spade,armi che ancora il giovane era molto goffo nel maneggiarle, ma il ragazzo non si perdeva d'animo e in breve tempo imparò ad usare qualsiasi tipo di arma.Ormai era cresciuto e suo padre era ormai vecchio, ora toccava a lui rivestire il compito di uomo di casa, la famiglia era numerosa visti i suoi due fratelli minori e le tre sorelle, di conseguenza spettava a lui prendersi cura del bestiame. La vita in quella splendida pianura era sempre trascorsa in allegria, fino a quando arrivò quel giorno maledetto in cui i barbari invasero la piana del nord, distruggendo e saccheggiando i villaggi. Il giovane Erase si trovava in montagna con i suoi due fratelli, come era solito fare ogni giorno per portare il suo gregge a pascolare,la dove il prato era più verde. "E' tardi, è meglio rincasare" disse con tono austero ma affettuoso, Erase, mentre i due fratellini giocavano a tirare pietre nel lago. "Ancora un po, Erase, è ancora giorno" implorarono i bambini, divertiti da quel gioco cosi semplice ma per loro infinitamente divertente. "No...non avverto buoni sentimenti...è meglio tornare a casa...l'aria si è fatta pesante!" ribattè Erase indirizzando il bestiame verso la via del ritorno. "Andiamo... e facciamo di corsa!" Il giovane iniziò a scendere la montagna col suo gregge dietro e i fratellini al suo fianco. "Perche dici che non avverti buoni sentimenti, Erase?" disse il piu piccolo dei fratelli. "Non so, piccolo, ma qualcosa mi dice che non c'è niente di buono nell'aria....senti....tira forte con i polmoni: te ne potrai accorgere!" I due fratellini provarono a tirare su l'aria come aveva detto il fratello maggiore, ma non si accorsero di niente, forse ancora non avevano sviluppato i sensi come il fratello maggiore, forse il padre glielo avrebbe insegnato fra un paio di anni, o forse sarebbe stato il fratello stesso... forse.... Appena oltrepassarono l'ultimo pendio, davanti a loro si presento una vista agghiacciante: il villaggio era distrutto, case che bruciavano, urla di dolore, rabbia e rassegnazione, bambini che piangevano, cadaveri sparsi per la strada. Il giovane prese i due fratelli in braccio, non curante del bestiame, e si fiondò di corsa verso la propria casa, passando fra fumo, cadaveri e resti di quella felice civiltà. Quello che ormai pensava era solo salvare quello che era rimasto della sua famiglia, portarli via da quel posto ormai distrutto e ricreare tutto dall'inizio. Non voleva pensare al peggio, non ci voleva minimamente pensare, mentre percorreva gli ultimi metri che lo dividevano dalla sua casa, con i suoi fratelli fra le braccia. Ma era troppo tardi .... il padre era steso a terra con la faccia ricoperta di sangue, e la sorella maggiore accanto che piangeva. Il vecchio, con un filo di voce chiamò Erase e stringendogli una mano forte gli disse : "Tue sorelle... le piccole ...." "Cosa.. dove sono.. parla, padre! Dove sonooo?" "I barbari, figliolo, i barbari.... le hanno portate con loro.....le venderanno ai mercenari...." disse il vecchio con un filo di voce. "O padre, dimmi, come posso fare... guidami, consigliami". "Vai in soffitta .... apri il vecchio baule e impugna la mia spada e il mio scudo, armi che usai fedelmente al servizio del Re.... salva tue sorelle....." Il giovane Erase si precipitò in soffitta, scaraventò in aria tutto quello che si trovava davanti e prese le armi. Scese e ascoltò le ultime parole del padre, tra le lacrime e la disperazione dei fratellini e della sorella maggiore. "Conosci già la tua strada devi solo guardare infondo al cuore e io sarò sempre fiero di te... non voltarti mai indietro.... guarda solo il sole e segui la sua via... sarai vincitore... sii forte" e spirò tra le braccia di Erase, tremanti dal pianto. Così il giovane Erase con le lacrime in viso e con la rabbia nel cuore,partì per le terre di Virtude alla ricerca dei rapitori delle sue sorelle e dell'assassino di suo padre, guardando la via del sole senza mai tornare indietro, come dicevano le parole del vecchio, che riecheggiavano costantemente nelle orecchie e nell'anima del giovane Erase.
Anno 110
Dopo la partenza dal villaggio Erase si stanzia ad Isanus,sotto la Reggenza di Edward Sirdalin,tascorrendo alcuni mesi nella città dei mercanti. Erano i primi mesi dell’anno 110 dalla caduta di Riviel. Nel giugno del medesimo anno conosce l’attuale reggente di Sitrir, Soghor Vergobretus, detto il Maliardo, il quale influisce pesantemente nella decisione del giovane Erase di abbandonare la Verdeggiante trasferendosi a Sitrir. Sarà egli il suo mentore e Maestro d’armi da quel momento in poi.
- 10 agosto anno 110: diviene soldato della Splendente, intraprendendo la carriera militare sotto il governo di Krom Vankart
- 18 Dicembre anno 110: assiste alla cerimonia nuziale di Sua Maestà Vankart che prende in sposa Lady Avril. Sontuosità ed eleganza la faranno da padrona durante tutto l’evento.
Anno 111
- 7 Marzo anno 111: Re Krom organizza un’imponente riunione alla Splendente, ove presenzieranno i più grandi esponenti di Virtude, compresi i Necromanti di Wreyon, e i Cavalieri del Drago Nero. Re Krom annuncerà il passaggio dello Scettro all’ormai forgiato e maturo Soghor Vergobretus.
- 18 Marzo anno 111: Sotto la Reggenza del Maliardo, Erase diviene Generale dell’Esercito Sitrense. Sarà lui a guidare l’esercito in guerra contro i Cavalieri del Drago Nero.
- 14 aprile anno 111: La sanguinosa guerra contro i Cavalieri del Drago Nero volge al termine con una grande vittoria. Lo scettro di Isanus passa nelle mani di Re Soghor e un’Ambasciata Sitrense viene costruita sull’isola a Nord Est. Sarà il Capitano Guiscard a controllare la legione Sitrense stanziatasi in quelle terre.
- 23 settembre anno 111: Al fianco di Sua Maestà Soghor, avverrà un incontro segreto nei cunicoli dei monti Karegrim con l’attuale Reggente della Maledetta Eoghan Taraman e il suo Sommo Sacerdote. Nessuno seppe mai perché avvenne quell’incontro.
Anno 112
Anno 113
Anno 114
Anno 115
Anno 116
Anno 117
- 22 febbraio anno 117: Presso la locanda del Viaggiatore Stanco nasce la Prima Corporazione dei Fabbri e Minatori della quale sarà esponente Ufficiale.
- 22 aprile anno 117: Durante lo stato di crisi che attanaglia la Splendente in questi ultimi mesi viene fregiato della nomina di Cavaliere di Gran Croce giurando dinanzi alla Sacra Tomba di Re Krom.
- 3 maggio anno 117:Scorterà con un manipolo di uomini Sua Maestà Vergobretus fino alla Nevosa, ove verranno discusse le possibilità di portare a termine la spedizione per la liberazione di Hision dai Demoni. Sotto ordine del Re verranno ritirate le truppe oramai pronte a scendere in battaglia, a causa della presenza della Maledetta.
