Biblioteca di Soghor
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Ricordo di un sogno
Rividi in sogno le lande di Sosaria...
la terra, madre benevola in superficie ma terribile nelle viscere; un mucchio di pietre accumulate, il luogo che custodisce gli antenati; i monti che si stagliano nitidi come cristalli nell'aria trasparente, gli spiriti protettori delle comunità che li vi abitano.
Nei secoli scanditi da cicliche calamità e tenaci ricostruzioni Britannia è diventata una sorta di teatro architettonico sul quale si rappresenta la sacralità del fausto impero.
Il suo cielo è fittamente ricamato di guglie merlate, i suoi chiostri ed i suoi portici creano il sortilegio che la eleva a patrimonio artistico dell'umanità.
Il punto immaginario che definisce il centro del mondo, confina con le strade rumorose, entra nelle case con altarini coperti di candele, si staglia puntiglioso sino alla fermata delle carovane, con i Bardi a tramandare storie di vita quotidiana.
Ad ogni angolo mercanti di cianfrusaglie e gioielli, falegnami e venditori di bestiame, ladri e guardie irreprensibili.
Ma ecco una taverna, caldo rifugio dai piacevoli aromi; non può mancare il brodo con zampa di gallina galleggiante, focacce di farina di mais, carne, verdura e fagioli.
Quando piove, e la nebbia si infila in ogni spazio libero tra le montagne, è praticamente impossibile orientarsi.
Ma la guida di turno, conosce il percorso come le sue saccocce e galoppando sui sentieri a zig-zag, ricavati nella roccia lungo crepacci senza fondo, narra del condor, al cui passaggio, loro si inchinano sempre in segno di rispetto.
Svolta dopo svolta il paesaggio cambia, anche la luce cambia, trafitta da veloci gruppi di nuvole che si rincorrono.
Poco oltre le paludi si trova Vesper, dove ogni settimana va in scena il mercato più bello e più ricco della zona.
Con le prime luci dell'alba già inizia il viavai.
Tra i colori vivaci dei Lama, i rossi delle infinite qualità di mele, il verde intenso delle foglie di lattuga ed i sacchi di erbe magiche, tutti sono mercanti e tutti sono avventori.
Per vendere però non c'è bisogno di troppe parole.
In un mercato così affollato il fiato è una cosa preziosa e come tale non va sprecato.
Via dalla cappa lattiginosa che domina la zona portuale, l'aria ritorna frizzante solo a Minoc dove sui gradini della locanda, si può assaporare il gusto di una piacevole sosta.
Davanti alle inamovibili fondamenta delle mura perimetrali sfila di tutto: ranghi serrati di milizie impettite, allievi in divisa, una fioraia aggraziata, un corteo di giovani dimostranti, due candide religiose, un suonatore di liuto dal profilo severo color mattone cotto al sole.
Tradizioni antiche si scontrano con importazioni moderne e l'arte di arrangiarsi.
Giunta la sera sull'altopiano scende la notte e una schiera di stelle sembra lanciarsi all'assalto del buio...
buona notte.
Il simbolo della Giustizia e l'icona della Verità
*Da un vecchio tomo trattante strategia militare effigiato del serpente reale di Rivial*
"La Spada, simbolo della croce e dello strumento della giustizia,e la Lancia,icona della verità. Questo è il significato di queste armi per un nobile cavaliere. Ma quale delle due è la vera regina delle battaglie?
La spada è sicuramente l'arma bianca più efficiente che l'uomo abbia inventato, ben bilanciata in attacco e facile di recupero in difesa, in grado di ferire con il proprio taglio e con la punta oppure di spaccare ossa, muscoli o organi interni con la mera forza dell'impatto.
A seconda delle dimensioni può essere utilizzata a due mani, aumentandone così la forza del colpo e diminuendo la stanchezza d'utilizzo,oppure a una mano, permettendo l'uso combinato con uno scudo che fornisce un'ottima difesa contro gli attacchi avversari.
Le caratteristiche delle battaglie fino ad ora combattute, durante le quali la disciplina delle truppe pare ancora esecrabile (essendo per gran parte formate da contadini e popolani) come lo sono le dotazioni di armi in loro possesso (spesso asce da boscaiolo, forconi, strumenti contadini legati ad un'asta etc.), avvantaggiano molto i possessori di spade che possono utilizzare le caratteristiche superiori del loro equipaggiamento su un campo di battaglia dove i due schieramenti si intersecano in una lotta che tende comunque ad essere la somma di innumerevoli combattimenti individuali, senza un preciso schieramento in formazione serrata.
Inoltre la spada è l'arma aristocratica per eccellenza, usata nei duelli, nelle sfide e nei tornei, e che simboleggia la casta guerriera, tanto che i maestri d'arme raccomandano di non insegnarne l'uso ai popolani,ritenuti troppo rozzi e ignoranti e non adeguati all'apprendimento della nobile arte della scherma. Nonostante tutto però, ad oggi, la larcia da fante risulta l'arma più diffusa tra i militari di basso rango, a causa del suo basso costo e all'efficacia che può avere nel bloccare una carica di cavalleria, se impiegata da milizie esperte e disciplinate. In questi casi una formazione di uomini a ranghi serrati può puntare saldamente il retro della propria arma sulla terraferma, indirizzare le punte verso il cavallo o il cavaliere formando una sorta di riccio dai lunghi aculei, e rivolgendo contro loro stessi la forza d'impatto e la velocità dei cavalieri, che rischiano di rimanere impalati dalle picche avversarie. Con l'avvicinarsi ai giorni nostri l'importanza della lancia cresce ulteriormente, mano a mano che le truppe vecchio stampo vengono sostituite da mercenari professionisti che tendono ad essere meglio disciplinati ed istruiti sull'arte della guerra; difatti l'adozione sempre più frequente della formazione compatta esalta al meglio le caratteristiche delle lance, che possono essere utilizzate non solo dalla prima fila ma anche dalle retrovie.
Le forme più evolute di picche possono essere lunghe 4-5 metri, permettendo alle prime quattro file di creare una selva impenetrabile di punte che possono facilmente aver ragione di uno schieramento dotato di armi più corte, e addirittura di battere la cavalleria pesante, fino a poco tempo fa padrona incontrastata delle battaglie campali.
Oggigiorno la spada rimane comunque l'arma per eccellenza dei cavalieri e dei nobili, ma vede decrescere la propria importanza ed utilizzo negli schieramenti degli eserciti, essendo troppo corta rispetto alle armi in asta (alcuni spadonio a due mani sono destinati addirittura ad essere utilizzati per tagliare e rompere proprio la parte legnosa della lancia).
Per concludere possiamo tranquillamente affermare che la spada rappresenta appieno la classica figura dell'uomo d'arme che eccelle nel combattimento individuale, uno contro uno, ed è sicuramente un'arma superiore se utilizzata in condizioni di combattimento "frammentato", come ad esempio sulle mura o in camminamenti di un castello o di un bosco. Invece sul campo di battaglia aperto la lancia è l'arma sicuramente più diffusa, e che risulta essere maggiormente letale se impiegata in grandi formazioni di uomini ben addestrati."
