Antonio Benson
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Figlio di un ricco mercante della città di Sitrir, io, Antonio Benson, ero stato educato a non arrendermi mai durante una trattativa e a difendermi, proteggendo le mie merci fino alla morte, facendo uso di qualunque tipo di arma. Purtroppo un giorno, mio padre si ammalò di una rara malattia, e io decisi di andare al tempio del Dio Craios, dove decisi che se il mio amato genitore, che mi aveva insegnato tutto quello che sapevo, fosse guarito, avrei abbandonato tutto i miei beni materiali e sarei diventato un chierico, devoto al Dio Protettore della giustizia. Dopo vari giorni di preghiera, venni informato sulle condizioni di salute di mio padre: si era ripreso!!!Convinto di non venir meno al voto fatto, nonostante il tentativo di dissuasione da parte della famiglia, decisi di partire. Rassegnato, mio padre mi mise in guardia, dicendomi che probabilmente la sua malattia era stata causata da un necromante che aveva incontrato, che rivendicava un'antica rivalità tra la sua famiglia e la nostra. Armato di una tunica, di una spada, di qualche moneta e convinto che "mai una bilancia mentirà da sola", mi misi in viaggio per fermare qualunque ingiustizia e far trionfare il bene. Sciaguratamente, durante uno dei miei viaggi, incontrai un necromante di nome Arronax, della città di Wreyon, il quale era votato a Ethrand,dopo aver cercato di evitarlo, fui costretto a un duro scontro. Durante il combattimento capii che era lo stesso necromante in cui si era imbattuto mio padre. Quando sembrava che avessi avuto la meglio, purtroppo il malvagio Arronax, che credevo morto, con un ultimo sforzo mi colpì con un duro incantesimo, che mi fece cadere a terra senza sensi.Dopo non so quante ore o giorni, forse vittima del passaggio di briganti, mi risvegliai, con addosso solo degli stracci. Il corpo del necromante non era lì, vicino a me, perciò, preoccupatissimo per la mia famiglia , mi avviai di corsa verso Sitrir. Ma arrivai tardi, la mia dimora era stata distrutta e dei miei cari nessuna traccia…
Durante il mio peregrinare, che mi avevo portato a conoscere terre fredde e desolate, strani dialetti orientali, immense e buie foreste, incontrai un uomo: Halael Adarsin, che decise di aiutarmi nel mio cammino con la sua saggezza e le sue conoscenze, insegnandomi il giusto modo per comunicare con gli Dei. Presto seppi del suo progetto di fondare una confraternità di uomini dediti a combattere le forze del male e ad allargare le proprie conoscenze, caratteristiche in me fortemente presenti. Così entrai a far parte della Congrega della Fiamma Bianca.

