Aedes Eversorum
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La prima Gilda rogue di Sosaria in Mediterraneo Shard.
"Brazhak spaccò, con un fendente dritto in viso, la testa all'Ancilla Furio, ridendo sguaiatamente per il massacro che lui ed i suoi "ragazzi" stavano compiendo. Grabbitz e Rydon avevano uciso il cavallo dell'Apotecario Talamarca il Nero, che nella caduta si era rotto il bacino, lasciandolo ferito e immobilizzato nel bel mezzo del campo di battaglia. La Fanteria di Brazhak avanzava in formazione compatta ed era ponta ad avventarsi sullo sventurato Apotecario, difeso da sole poche Ancille. Il guerriero strinse il suo maglio e rise malvagiamente mentre si apriva la strada a spallate verso il Nero. Urlando frasi incoerenti, ritrasse il pugno pronto a sferrare il colpo mortale. Improvvisamente una lama spuntò dal nulla, tranciando il suo braccio poco al di sopra del gomito. Brazhak cadendo a terra, vide un assassino dai capelli grigi, dal fisico prestante, protetto da un'armatura nera come la morte. Prima che potesse estrarre il suo pugnale, il nemico attaccò di nuovo, e le sue lame letali gli si affodarono nel ventre e nel tronco, spruzzando sangue ovunque. Brazhak, sollevando lo sguardo verso il volto dell'assassino, gettò un'occhiata di sfida che incontrò due spietati globi di ghiaccio. Infine le lame avvelenate saettarono avanti e indietro per l'ultima volta e Brazhak, sputando e vomitando sangue e una verdastra schiuma fumante, morì seguito poco dopo dal resto dei suoi fanti. Dopo poco il misterioso assassino sparì nel nulla come era apparso. Talamarca il Nero e le Ancille che sopravvisserò giurarono di aver riconosciuto, nella provvidenziale ombra assassina, il Primo Ecclesiarca Malagen."
Siamo assassini, sicari, mercenari, ladri. Ognuno di noi mosso a queste attività al di fuori del senso comune della società, per propri motivi personali, ognuno con la sua storia, ognuno con i suoi ideali. Insieme abbiamo costruito un tetto sotto il quale ripararci,ci siamo dati un ordinamento e, grazie alla volontà della DeA BAst, portiamo a termine le nostre "commissioni" ben organizzati e sprezzanti della nostra vita. Divisi saremmo solo feccia, uniti la società ha paura di noi, ci teme e ci rispetta, rispetta il nostro lavoro.

